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Sanità | 28 febbraio 2024, 07:20

Residenze sociali, la Regione Piemonte stanzia 16 milioni per la quota sanitaria e blocca le tariffe

L'Ente e i rappresentanti degli enti gestori hanno raggiunto un accordo ritenuto cruciale per il futuro del settore sociale. Annullato il previsto presidio dei sindacati ad Asti

L'ingresso del grattacielo sede della Regione Piemonte

L'ingresso del grattacielo sede della Regione Piemonte

La Regione Piemonte e i rappresentanti degli enti gestori delle strutture residenziali hanno raggiunto un accordo cruciale per il settore sociale. Riuniti al Grattacielo Piemonte, il presidente della Regione, Alberto Cirio, e gli assessori alle politiche sociali, Maurizio Marrone, e alla Sanità, Luigi Genesio Icardi, hanno sottolineato l’importanza di affrontare le difficoltà e di garantire un supporto adeguato alle strutture senza gravare sulle famiglie.

Durante la riunione è stata espressa unanimemente la volontà di affrontare le difficoltà del settore e di individuare una strada che consenta di sostenere il sistema, senza gravare sulle famiglie. Gli enti gestori hanno riconosciuto l’impegno della Regione, che già nel 2021 aveva provveduto a un primo adeguamento delle risorse, e da parte dell’amministrazione è arrivato l’apprezzamento per il ruolo attivo e partecipe delle strutture nella gestione della pandemia.

Si è convenuto che per l’anno 2024 la Regione Piemonte riconosca un aumento delle risorse destinate ai gestori delle strutture residenziali a integrazione della quota sanitaria, pari al 3,5% per una cifra di 16 milioni di euro.

Queste risorse sono riservate alla quota dei posti letto convenzionati con il sistema sanitario nazionale, ma sono vincolate al fatto che nemmeno la tariffa dei posti non convenzionati venga rivista al rialzo. Inoltre, la Regione ha richiamato le strutture firmatarie dell’accordo al rispetto dei contratti comparativamente più rappresentativi, così come previsto dalla delibera, approvata ieri dalla giunta regionale, che richiama l’accordo sottoscritto lo scorso novembre con le rappresentanze sindacali dei lavoratori.

"Con questo stanziamento sosteniamo le strutture residenziali in un momento di difficoltà senza gravare sulle famiglie - spiega il presidente Alberto Cirio - La Regione mette a disposizione 16 milioni a supporto di un settore che si conferma fondamentale per l'assistenza agli anziani e ai fragili e che ha dato il suo prezioso contributo anche durante i lunghi mesi dell'emergenza Covid, ma chiede ai gestori di rispettare i criteri per l'accreditamento tra cui quello che prevede l'applicazione dei contratti comparativamente più rappresentativi con tutele e salari equi per i lavoratori".

"Consapevoli del momento di difficoltà generale che grava su tutta la comunità, rivendichiamo di aver programmato aumenti tariffari solo rispetto alla quota sanitaria, senza rincarare di un euro la quota sociale che, lo ricordiamo, altrimenti graverebbe direttamente sulle famiglie e sugli enti gestori dei servizi socio assistenziali dei comuni. Una scelta precisa di equità, che mette le famiglie piemontesi e i loro cari al primo posto", ha aggiunto l'assessore Marrone.

"L’accordo è frutto di un continuativo e costruttivo confronto con le rappresentanze di categoria – osserva l’assessore Icardi -, nel comune intento non solo di curare, ma di prendersi cura dei pazienti più fragili, garantendo attraverso la rete delle Rsa interventi efficaci di prevenzione e assistenza, in modo da evitare dove possibile il ricorso all'ambito ospedaliero e ridurre i ricoveri inappropriati. Una sfida per la quale la Regione ha fatto la propria parte, senza gravare sulle famiglie, comprendendo le loro difficoltà sul fronte della spesa sociale".

I sindacati astigiani del terzo settore, avrebbero dovuto manifestare in merito, questa mattina con un presidio e volantinaggio (QUI l'articolo) ma, dato l'accordo lo hanno revocato.

Redazione


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