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Green | 05 luglio 2024, 13:18

Anche Coldiretti Asti è scesa in piazza per dire "Basta cinghiali"

L'assessore Bongiovanni: "Il problema sarà risolto quando ci saranno solo più tre cinghiali per chilometro quadrato”

L'intervento della presidente Coldiretti Asti Monica Monticone

L'intervento della presidente Coldiretti Asti Monica Monticone

Ieri sera, centinaia di agricoltori della Coldiretti astigiana si sono uniti a migliaia di colleghi provenienti da tutta la regione per formare un lungo corteo di bandiere, cartelli, striscioni e trattori. La manifestazione, svoltasi a Torino, in piazza Piemonte ai piedi del grattacielo regionale, aveva un messaggio chiaro: “Basta Cinghiali!”

Il corteo ha voluto esprimere un “basta” deciso ai danni causati dai cinghiali: raccolti mancati, campi devastati, economie compromesse e sicurezza stradale minacciata. “Le tragedie della strada causate dalla fauna selvatica, solo nella Città Metropolitana di Torino, superano le 250 all’anno”, hanno commentato i referenti dell’Associazione Famigliari Vittime della Strada.

La presidente regionale Coldiretti, Cristina Brizzolari, ha sottolineato la necessità di provvedimenti immediati: “Fin quando non raggiungeremo l’obiettivo di 60mila abbattimenti, non ci fermeremo”. La mobilitazione è stata preceduta da un incontro tra i vertici della Coldiretti e il governatore Alberto Cirio, l’assessore regionale all’agricoltura, ai cinghiali e alla PSA Paolo Bongiovanni e i funzionari regionali.

Le azioni proposte

Il delegato confederale Bruno Rivarossa ha richiesto misure concrete: “Rafforzare le azioni per il depopolamento dei cinghiali, rendere attuative le disposizioni straordinarie per tutelare i distretti suinicoli, consentire interventi urgenti su tutto il territorio regionale, autorizzare interventi in autodifesa da parte degli imprenditori agricoli anche nelle aree protette e permettere la caccia di selezione notturna”. Rivarossa ha aggiunto: “Le aspettative del mondo agricolo sono tante e alte, ma ora ci aspettiamo cambiamenti concreti”.

Monica Monticone, presidente della Coldiretti Asti e componente di giunta della Coldiretti regionale, ha ribadito l’importanza della provincia di Asti: “La provincia di Asti è formata da 117 comuni a forte vocazione agricola, che contano migliaia di aziende caratterizzate da una biodiversità incredibile. I cinghiali non devono più far parte delle nostre preoccupazioni. Il piano del 27 maggio deve partire subito”.

Anche Alessandro Caruso, rappresentante dei giovani e delegato del movimento Giovani Impresa Asti, ha espresso preoccupazione per il futuro: “I giovani hanno fortemente investito in agricoltura. Senza provvedimenti urgenti, si rischia la chiusura di stalle e aziende agricole. Come possiamo rappresentare il futuro dell’agricoltura, se vengono meno i presupposti per costruirlo?”.

Mentre il direttore Coldiretti Asti, Giovanni Rosso, ha fornito dati concreti: “Nel 2022 i danni provocati dalla fauna selvatica nell’astigiano sono ammontati a circa 600mila euro complessivi. Nel 2023, i danni sono diminuiti nella zona nord, dove ci sono state azioni coordinate e concrete. Questo dimostra che il problema non è impossibile da risolvere”.

Intervento dell’assessore Bongiovanni

L’assessore regionale Paolo Bongiovanni ha ricordato le sue origini agricole e ha annunciato misure concrete: “Oggi, al Senato, è stato approvato il Decreto Agricoltura, che il ministro Francesco Lollobrigida porterà alla Camera la prossima settimana. Quattro gli interventi d’interesse: prolungamento di un mese di caccia del calendario venatorio, caccia di selezione notturna estesa alla mezzanotte, distaccamento di 177 militari per il contenimento dei cinghiali e poteri straordinari al commissario per favorire il contenimento”.

L’assessore ha concluso: “Occorre intervenire in modo drastico. Il problema sarà risolto quando ci saranno solo più tre cinghiali per chilometro quadrato”

Redazione

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