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Attualità | 24 febbraio 2026, 07:01

Mercato di Asti, due anime a confronto: tra rinascita e “città piena di rovine”

Gli ambulanti del GOIA attaccano il nuovo assetto, l’ANA UGL ringrazia Comune e associazioni: “Dopo anni dolorosi il mercato è salvo”

Mercato di Asti, due anime a confronto: tra rinascita e “città piena di rovine”

Il mercato di Asti torna al centro del dibattito cittadino, ma questa volta con due letture diametralmente opposte. 

Da un lato  GOIA Asti, che denuncia un mercato “desertificato e impoverito”, scelte “calate dall’alto” e una “città piena di rovine”; dall’altro l’associazione ANA UGL Asti, che parla esplicitamente di “salvezza e rinascita del Mercato Ambulante” e ringrazia amministrazione e categorie per il percorso compiuto.

Secondo il GOIA, gli ultimi anni – dal trasferimento in piazza campo del Palio alle ipotesi di ritorno in piazza Libertà e largo Saracco – hanno prodotto "un susseguirsi di spostamenti, promesse e cambi di rotta che avrebbero logorato il tessuto commerciale, portando alla riconsegna di licenze, alla chiusura di attività storiche e a una guerra tra ambulanti alimentata da aspettative tradite".

 Il nuovo progetto di rotazione dei banchi e inversione dei corridoi viene bollato come “ennesimo stravolgimento”, destinato a disorientare ulteriormente la poca clientela rimasta.

Nel comunicato di ANA UGL Asti, la fotografia è rovesciata: dopo “quasi sei lunghi, e per certi versi anche dolorosi, anni di sconvolgimenti”, il mercato unificato viene descritto come un’area mercatale “urbanisticamente strategica”, capace di interagire con il territorio, offrire valore sociale ed economico ed essere “volano di sviluppo produttivo ed economico per le attività circostanti”. 

Il progetto di riqualificazione, con la rimodulazione della planimetria, viene indicato come lo strumento che ha ridato definizione, compattezza, collegamenti e servizi, con l’auspicio che le due “nuove” aree mercatali tornino a essere patrimonio di cultura e tradizione del commercio astigiano.

Le accuse del GOIA: collaborazione “a senso unico” e “sistema Bovino”

Nel suo ultimo intervento, GOIA Asti ricorda che agli ambulanti è stato chiesto di “abbassare i toni” e di collaborare con il Comune per individuare soluzioni condivise. 

Il sindacato afferma di aver accettato il confronto, ma parla di una collaborazione “a senso unico”, in cui le decisioni continuano a maturare altrove, su planimetrie “elaborate da non si sa chi” e filtrate “dalle solite associazioni di categoria”.

La politica viene descritta come “sempre più distante dai problemi della gente comune”, incapace di guardare al “basso della piramide” economica rappresentato dagli ambulanti e dal piccolo commercio. 

Il mercato unificato viene rappresentato come un luogo impoverito, con banchi storici in calo e una crescente presenza di merce percepita come di bassissima qualità, in un contesto che gli operatori riassumono con la frase: “Sta uccidendo il mercato”.

A inasprire i toni è anche la formula “sistema Bovino” (ex assesore al Commercio) usata dal GOIA per indicare un metodo ritenuto verticistico e poco trasparente, nel quale le scelte sarebbero condivise “da pochi e non dalla maggioranza” degli operatori.

 Il nuovo riassetto con rotazione dei posteggi e inversione dei corridoi viene letto come un ulteriore intervento “calato dall’alto”, che non affronta i nodi strutturali – qualità dell’offerta, attrattività, servizi, accessibilità – ma continua a muovere i banchi come pedine, lasciando irrisolta la questione della tenuta complessiva del commercio locale.

La lettura di ANA UGL: “area strategica” e ringraziamenti al Comune

Il comunicato di ANA UGL Asti sceglie un registro quasi opposto.

 Dopo anni definiti “dolorosi” e segnati da “sconvolgimenti”, il Mercato Unificato viene presentato come finalmente ritornato a essere un’area mercatale coerente, “urbanisticamente strategica”, capace di dialogare con il territorio e di generare valore sociale ed economico non solo per gli ambulanti ma anche per le attività circostanti.

Il progetto di riqualificazione adottato dall’amministrazione, con la rimodulazione della planimetria, viene indicato come decisivo per garantire: "definizione e compattezza degli spazi; collegamenti più chiari tra le diverse zone; maggiore gradevolezza e qualità dell’habitat; servizi e accessibilità adeguati alle esigenze di operatori e clienti".

L’associazione sottolinea come questi requisiti siano “essenziali per la vita delle due ‘nuove’ aree mercatali”, che si auspica possano tornare a rappresentare un patrimonio di cultura e tradizione dell’offerta commerciale astigiana.

Nel testo c’è spazio per una serie di ringraziamenti nominativi: al “piccolo gruppo di ambulanti” che nel gennaio 2025 ebbe “l’intuizione e il sogno” di riportare il mercato in centro città dopo il “catastrofico accorpamento in piazza Palio del precedente luglio 2024”, ribattezzati con autoironia “i quattro amici al bar”; alla assessora al Commercio Loretta Bologna, lodata per aver perseguito “fin dal primo giorno” l’idea della riqualificazione del Mercato Unificato e per aver creduto nell’esigenza di riportare almeno una parte dei banchi in centro; al sindaco Maurizio Rasero e all’assessore Luigi Giacomini, ringraziati per aver compreso la necessità “impellente” di un intervento sul mercato principale di Asti e per aver sostenuto le proposte avanzate dalle associazioni di categoria;ai giornalisti dei media astigiani, riconosciuti per la pazienza e la costanza con cui hanno seguito la lunga vicenda del mercato unificato.

Due narrazioni opposte, stesso terreno di scontro

Il terreno è lo stesso – il mercato di piazza campo del Palio, il parziale ritorno in piazza Libertà e largo Saracco, la nuova planimetria – ma la narrazione è doppiamente polarizzata.

Per il GOIA, siamo di fronte a un mercato che continua a perdere pezzi, a scivolare in una crisi strutturale, in una città vissuta come stanca e “piena di rovine”, dove le decisioni vengono prese lontano dai banchi e comunicate a fatto compiuto. 

La richiesta è quella di un tavolo “vero”, aperto a tutti gli operatori, per ripensare il modello complessivo.

Per ANA UGL Asti, gli stessi interventi segnano invece la fine di una lunga stagione di incertezza e l’inizio di una fase nuova, in cui il mercato torna a essere un’area ordinata, riconoscibile, dotata di servizi e potenzialmente trainante per il commercio cittadino.

Qui il focus è sui risultati raggiunti e sulla collaborazione con amministrazione e associazioni di categoria.In mezzo, resta la percezione – diffusa tra i cittadini che frequentano o hanno smesso di frequentare il mercato – di un luogo simbolico che continua a interrogare l’identità economica e sociale di Asti.

Betty Martinelli

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