Il tessuto manifatturiero piemontese ritrova slancio. Secondo i dati della 217ª indagine congiunturale sull’industria manifatturiera diffusi da Unioncamere Piemonte, in collaborazione con Intesa Sanpaolo e UniCredit, il 2025 si è chiuso con un incoraggiante segno positivo.
I numeri della ripresa regionale
La produzione industriale ha registrato una crescita media annua dell'1,4%, invertendo la rotta rispetto alle contrazioni dell'anno precedente. Un risultato trainato da un ultimo trimestre particolarmente brillante, che ha segnato un balzo del 3,5%. Settori d'eccellenza come l'aerospazio, capace di un eccezionale +27,6%, l'elettronica (+9,2%) e l'alimentare (+8,8%) hanno fatto da volano all'intera economia regionale.
A commentare i risultati è intervenuto Massimiliano Cipolletta, vicepresidente di Unioncamere Piemonte: "I dati del quarto trimestre descrivono l'industria piemontese come reattiva e vivace. Il dinamismo rilevato ci spinge come Camere di commercio a intensificare il nostro impegno al fianco delle aziende". Anche Paola Garibotti, regional manager Nord Ovest di UniCredit, ribadisce la resilienza del territorio, ricordando l'impegno dell'istituto che ha facilitato l'accesso al credito per 1.623.000 euro. Dello stesso avviso Andrea Perusin, direttore regionale Piemonte Sud e Liguria di Intesa Sanpaolo, che ha evidenziato i 3,2 miliardi di euro erogati nel corso dell'anno a favore di famiglie e imprese.
Il contrasto astigiano e le altre province
Se il quadro generale infonde ottimismo, declinando i dati a livello territoriale emerge una mappa a più velocità, in cui la provincia di Asti si colloca purtroppo in fondo alla classifica. Mentre Torino spicca con un vigoroso +6,4% nel quarto trimestre, seguita da Vercelli (+5,2%) e Novara (+4,0%), il territorio astigiano chiude il periodo in negativo, registrando una flessione dello 0,6%.
Il dato locale è il risultato di un delicato equilibrio settoriale. I buoni risultati ottenuti dal comparto chimico astigiano sono stati vanificati da una metalmeccanica in evidente difficoltà. Asti condivide questo scenario di lieve arretramento solo con Alessandria (-0,2%) e il Verbano-Cusio-Ossola (-0,4%), poli produttivi che non sono riusciti ad agganciare la spinta espansiva di fine anno.

Nonostante l'accelerazione produttiva registrata a fine anno, le imprese manifatturiere mantengono un atteggiamento di profonda cautela. L'indice del clima di fiducia per il quarto trimestre si è fermato a 76,2 punti, segnalando una netta discrepanza tra i volumi attuali e le attese a breve termine. A pesare sulle aspettative degli imprenditori è un contesto macroeconomico globale ancora instabile, dove le tensioni geopolitiche continuano a generare incertezze sui costi energetici e sulle catene di approvvigionamento.















