La Regione Piemonte interviene ufficialmente sulla crisi che da mesi sta colpendo migliaia di pazienti non autosufficienti, rimasti senza la fornitura domiciliare dei dispositivi per l’assorbenza. L’assessore alla Sanità, Federico Riboldi (ritratto nella foto sottostante, d'archivio), ha risposto all’interrogazione a risposta immediata presentata dal consigliere regionale Pasquale Coluccio, ammettendo la gravità di una situazione che ha costretto molte famiglie a farsi carico di spese impreviste per sopperire alle mancanze del servizio pubblico.
Nel documento indirizzato anche al presidente del Consiglio regionale Davide Nicco, la Giunta ha dichiarato di essere "pienamente consapevole dei gravi disservizi che si stanno verificando", definendo il contesto attuale come inaccettabile. Le critiche, sollevate nei giorni scorsi anche dalla consigliera Monica Canalis, avevano evidenziato un vero e proprio blocco logistico, con oltre 10.000 ordini inevasi in tutto il territorio piemontese. Secondo quanto riportato dall’assessore, la gestione del servizio è attualmente affidata alla ditta Ctv, tramite una gara bandita da Scr (Società di Committenza Regionale) e un contratto gestito direttamente dall’Asl di Asti, che funge da azienda capofila per l’intera regione.

Il percorso che ha portato all’attuale emergenza è stato segnato da continui ostacoli. Già un anno e mezzo fa la Regione era intervenuta per risolvere i problemi con il precedente aggiudicatario, arrivando a una risoluzione consensuale del contratto. Tuttavia, dopo un'iniziale fase di miglioramento con il nuovo affidatario, le difficoltà nelle consegne e i ritardi si sono ripresentati in modo cronico negli ultimi mesi. "Proprio alla luce delle criticità emerse, l’Azienda capofila sta mettendo in atto tutti gli adempimenti necessari nei confronti della ditta Ctv", ha sottolineato Federico Riboldi, precisando che l'obiettivo prioritario resta quello di garantire la continuità assistenziale a tutti i pazienti coinvolti.
Oltre alle azioni immediate nei confronti della ditta incaricata, la Regione ha richiesto formalmente all’Asl di Asti di elaborare una proposta di riprogettazione complessiva del servizio. L'obiettivo è superare definitivamente i limiti logistici riscontrati, migliorando la qualità e l'efficienza della distribuzione domiciliare. L’impegno dichiarato dalla Giunta è quello di individuare soluzioni rapide, ponendo al centro dell’attenzione l'interesse dei cittadini e la tutela delle fasce più deboli e fragili, che hanno diritto a un servizio puntuale e dignitoso.














