Asti perde una delle sue figure più rappresentative e poliedriche. Si è infatti spento Mario Tanino, uomo che ha saputo coniugare un'altissima preparazione tecnica con un impegno civile incessante. La notizia della sua scomparsa è stata comunicata dai familiari soltanto dopo la celebrazione delle esequie, rispettando una precisa volontà di riservatezza espressa dallo stesso Tanino.
Nato ad Asti nel 1943, Mario Tanino ha rappresentato per decenni un punto di riferimento fondamentale per il tessuto economico e sociale astigiano. La sua carriera professionale è stata indissolubilmente legata all'energia e all'artigianato. Dopo il diploma di geometra conseguito al Giobert nel 1964, ha operato per trentasette anni all'interno dell'Enel, ricoprendo incarichi di grande responsabilità tecnica e occupandosi di sicurezza e pianificazione delle reti. Questa solida esperienza lo ha portato, tra il 2006 e il 2011, alla guida della Cna di Asti in veste di direttore provinciale, ruolo in cui è diventato il portavoce delle istanze della piccola e media impresa locale.
Oltre al profilo professionale, Tanino è stato un'anima instancabile del volontariato e della tutela del territorio. Come presidente del Comitato Cittadini Tanaro e Borbore, ha messo le sue competenze al servizio della collettività per monitorare la sicurezza idrogeologica della città, interloquendo spesso con le istituzioni con spirito critico e costruttivo. Il suo sguardo attento non si è mai fermato alla sola tecnica: è stato vicepresidente della Cna Pensionati, dove ha promosso importanti iniziative sociali, dalle campagne contro le truffe agli anziani ai convegni sulla salute.
Negli ultimi anni, pur continuando la sua attività di consulente nel settore delle energie rinnovabili e collaborando con la figlia Maela Tanino presso lo studio professionale di famiglia, era rimasto una voce autorevole nel dibattito cittadino. La sua partecipazione a eventi come il Raduno Nazionale dei Bersaglieri o le attività legate al Palio testimoniavano un legame profondo con le tradizioni locali. Con la sua scomparsa, Asti perde un osservatore attento e un tecnico di rara sensibilità, capace di guardare al futuro senza mai dimenticare la cura per il proprio territorio.














