Il comune di Roatto si prepara a ospitare un nuovo capitolo della rassegna Incontri con la storia, un ciclo di appuntamenti dedicati all'approfondimento di vicende che hanno segnato il passato recente del nostro Paese. Venerdì 27 marzo 2026, alle ore 21, la biblioteca di piazza Piemonte aprirà le porte al pubblico per una serata dedicata alle storie di mafia, con un focus specifico sulla figura di uno dei capi più influenti e misteriosi di Cosa Nostra.
Protagonista della conferenza sarà Piero Quattrocchi, già docente presso l'Università della Terza Età di Torino, che guiderà i presenti nell'analisi della parabola criminale di Bernardo Provenzano. Soprannominato "u tratturi" per la violenza con cui abbatteva i nemici in gioventù, Provenzano è stato l’erede di Totò Riina e il principale architetto della cosiddetta strategia della sommersione adottata dall'organizzazione dopo la stagione delle stragi del 1992.
Il racconto di Piero Quattrocchi si snoderà attraverso i trentotto anni di incredibile latitanza del boss, trascorsi in gran parte gestendo il potere assoluto attraverso i famosi pizzini, i piccoli biglietti di carta cifrati che gli permettevano di comunicare con i suoi affiliati rimanendo invisibile alle forze dell'ordine. La fuga del pericoloso latitante terminò solo nel 2006 in una masseria a poca distanza da Corleone, segnando la fine di un'era per la mafia siciliana.
L'incontro, organizzato dall'Associazione Culturale "La stele di Nettuno" con il patrocinio del Comune di Roatto, non si limiterà alla cronaca dei fatti, ma si avvarrà di prezioso materiale fotografico di repertorio per illustrare dettagli poco noti e retroscena delle indagini. Come sottolineato dai promotori dell'iniziativa, durante la serata verrà dato "ampio spazio alle domande del pubblico", favorendo un confronto diretto su un tema ancora oggi di grande attualità.
L'appuntamento, a ingresso libero, rappresenta un'occasione per riflettere sulla complessità dei fenomeni criminali e sul lungo percorso verso la legalità, analizzando gli ultimi dieci anni di vita del boss trascorsi in regime di 41-bis fino alla morte avvenuta a Milano nel 2016.














