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Attualità | 04 giugno 2026, 07:00

Emergenze regionali, super poteri a presidente e giunta per tagliare la burocrazia

Il nuovo disegno di legge incassa il primo sì in commissione e ridefinisce la gestione delle grandi calamità

Emergenze regionali, super poteri a presidente e giunta per tagliare la burocrazia

Una svolta decisiva per la gestione delle calamità e delle situazioni straordinarie sul territorio. La quinta Commissione ha dato il via libera a maggioranza al disegno di legge sulle "Disposizioni urgenti in materia di dichiarazione e gestione dello stato di emergenza di rilievo regionale". Il provvedimento, che ora si appresta a essere discusso e votato dall'Aula, è stato licenziato nel corso di una seduta guidata dal presidente Sergio Bartoli, alla quale ha preso parte anche l’assessore Marco Gabusi. Per la discussione in assemblea sono già stati nominati i relatori: si tratta di Marina Bordese (Fdi) e Mauro Fava (Fi) per le forze di maggioranza, mentre per l'opposizione interverranno Alberto Unia (M5s) e Vittoria Nallo (Sue).

La nuova normativa nasce da una necessità concreta: assicurare un'efficacia operativa immediata quando si verificano eventi calamitosi talmente gravi o estesi da non poter essere affrontati con i normali strumenti a disposizione dell'amministrazione. Il cuore della riforma risiede nel riconoscimento di poteri straordinari e procedure in deroga al presidente della Regione e alla Giunta, finalizzati a tutelare prima di tutto l’incolumità dei cittadini.

Tuttavia, non si tratta di un assegno in bianco. Il testo fissa paletti giuridici e cronologici molto rigidi. Lo stato di emergenza potrà avere una durata massima di 12 mesi, rinnovabili al massimo per un altro anno. Ogni dichiarazione dovrà contenere l'esatta indicazione dei territori coinvolti, delle prime misure da attuare e dell'organo regionale responsabile del coordinamento. L'iter prevede l'approvazione della Giunta su proposta del governatore, dopo una rigorosa istruttoria tecnica condotta dagli uffici competenti, attivabile anche su richiesta degli enti locali colpiti.

Con questo strumento il presidente della Regione potrà firmare ordinanze di protezione civile capaci di superare le leggi regionali vigenti, ma solo nei limiti della stretta necessità e rispettando i principi della normativa statale ed europea. Una volta superata la crisi, la Giunta dichiarerà la cessazione dell'emergenza: da quel momento le opere avviate proseguiranno secondo le vie ordinarie, senza più poteri speciali.

L'intervento allinea la legislazione locale al Codice della protezione civile nazionale. Questo adeguamento non solo garantirà interventi più veloci, ma aumenterà l'efficienza burocratica facilitando l’accesso ai fondi finanziari statali ed europei. Grazie alla dichiarazione di urgenza, la legge diventerà pienamente operativa subito dopo l'approvazione, senza comportare alcuna spesa aggiuntiva o nuovi oneri per le casse del bilancio regionale.

Redazione


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