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Asti | 09 ottobre 2026, 09:19

Imprese astigiane, cresce la fiducia: occupazione, produzione e ordini tornano in positivo

L’indagine dell’Unione Industriale della Provincia di Asti sul quarto trimestre segnala una maggiore propensione agli investimenti, ma restano le preoccupazioni per energia, materie prime e logistica

Imprese astigiane, cresce la fiducia: occupazione, produzione e ordini tornano in positivo

Le imprese astigiane guardano al quarto trimestre del 2026 con maggiore fiducia, soprattutto per quanto riguarda occupazione, produzione, ordini e investimenti. È quanto emerge dall’indagine congiunturale condotta tra le aziende associate all’Unione Industriale della Provincia di Asti, che restituisce però anche alcune aree di attenzione, a partire dalla domanda estera e dall’aumento dei costi.

Sul fronte dell’occupazione, il saldo tra le imprese che prevedono un aumento e quelle che stimano una diminuzione torna positivo, passando dal -5,7% di giugno al +2,6%. Il 10,5% delle aziende prevede una crescita degli occupati, mentre l’81,6% indica una situazione stabile e il 7,9% una diminuzione. 

Anche le aspettative sulla produzione migliorano, con un saldo del +7,9%, rispetto al +5,8% della precedente rilevazione. Ancora più marcato il recupero degli ordini complessivi, il cui saldo passa dallo zero al +7,9%: il 21,1% delle imprese prevede un aumento, il 13,2% una diminuzione e il 65,8% una situazione invariata. 

Più investimenti, meno ricorso alla cassa integrazione

Tra i segnali positivi c’è anche la maggiore propensione a investire. Il 33,3% delle imprese che hanno partecipato all’indagine prevede investimenti significativi nel quarto trimestre, contro il 26,5% della rilevazione precedente. Un ulteriore 50% programma investimenti marginali, mentre il 16,7% non ne prevede. 

Contemporaneamente diminuisce il ricorso previsto alla cassa integrazione, dal 9,1% del terzo trimestre al 2,7% dell’attuale rilevazione. Markdown incollato

Più prudente il quadro degli ordini esteri, con il saldo che rimane negativo a -6,4%, rispetto al -3,4% di giugno. L’80,6% delle imprese si attende comunque una sostanziale stabilità dell’export. Anche l’utilizzo medio degli impianti scende, dal 79,64% al 76,67%, mentre rimane sostanzialmente stabile la quota di aziende che segnala ritardi negli incassi, passata dal 52,9% al 51,4%. 

Il peso dei costi

La principale criticità resta legata ai costi. Il 68,6% delle imprese prevede aumenti per le materie prime, il 71,4% per l’energia e l’80% per la logistica. Per le materie prime la quota era al 60,6% nella precedente rilevazione, mentre per l’energia era al 54,5% e per la logistica al 68,8%. Markdown incollato Markdown incollato

"I dati mostrano un quadro di maggiore fiducia da parte delle imprese, con segnali favorevoli su occupazione, produzione, ordini e investimenti. È un’indicazione importante della capacità del nostro sistema produttivo di continuare a guardare avanti, nonostante un contesto ancora incerto", commenta il presidente dell’Unione Industriale della Provincia di Asti Luigi Costa.

"Restano però alcune criticità, a partire dalla debolezza della domanda estera e dalla forte pressione attesa sui costi di energia, materie prime e logistica. Per trasformare la fiducia in crescita concreta sarà quindi fondamentale continuare a sostenere la competitività delle imprese e creare condizioni favorevoli agli investimenti", aggiunge Costa. 

Il quadro piemontese

A livello regionale, l’indagine di Confindustria Piemonte, realizzata su circa 1.200 imprese nel mese di settembre, registra un miglioramento delle attese per occupazione, produzione e ordini totali. I saldi sono rispettivamente del +10,7%, +6,7% e +5,5%, mentre restano negativi quelli relativi a export e redditività, rispettivamente a -1,5% e -6,1%.

La propensione a investire sale lievemente e interessa il 74,8% delle imprese. Il tasso di utilizzo di impianti e risorse resta al 77,6%, mentre il ricorso alla cassa integrazione scende al 7,5%. Torna invece a crescere la preoccupazione per i costi: il 77% delle imprese prevede aumenti significativi dei prezzi dell’energia, il 64% rincari delle materie prime e il 74,7% aumenti per logistica e trasporti. 

"L’analisi dei dati di questa indagine congiunturale deve essere positiva nella contingenza ma non possiamo negare come i dati tendenziali contengano vari elementi di allarme, a cominciare dal costo dell’energia e dei carburanti", osserva il presidente di Confindustria Piemonte Andrea Amalberto, che richiama anche la necessità di garantire condizioni stabili per investimenti e credito delle imprese. 

Nel dettaglio settoriale, il manifatturiero torna in territorio positivo sulla produzione, con un saldo del +2,3%, mentre la metalmeccanica registra un saldo positivo per la prima volta dopo 12 trimestri. Restano invece negativi automotive, metallurgia e prodotti in metallo, mentre tra gli altri comparti si registrano risultati positivi per alimentare, cartario-grafico, gomma-plastica ed edilizia e impiantistica. 

Positivo anche il quadro del terziario, con risultati particolarmente favorevoli per ICT, servizi alle imprese, altri servizi e utility. Migliorano inoltre commercio e turismo, mentre i trasporti si confermano in territorio positivo. 

L’indagine regionale dedica infine un focus alla transizione sostenibile. Tra i principali fattori di rischio per la competitività emerge l’instabilità geopolitica, mentre le imprese individuano nell’innovazione la leva più efficace per mantenere la competitività. Cresce inoltre l’attenzione allo sviluppo di prodotti e servizi per la green economy, mentre decarbonizzazione ed economia circolare rimangono ancora meno centrali, soprattutto per le imprese di dimensioni più ridotte. 

Redazione

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