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Cronaca | 04 settembre 2019, 12:30

Investì carabiniere e provocò un incidente, condannato a 8 anni per tentato omicidio

Il grave episodio contestato all'uomo, un pregiudicato albanese 26enne, risale al 25 febbraio scorso

La foto, risalente alla sera del 25 febbraio, documenta l'intervento dei vigili del fuoco nel post incidente

La foto, risalente alla sera del 25 febbraio, documenta l'intervento dei vigili del fuoco nel post incidente

Otto anni di carcere per il tentato omicidio di un carabiniere, per avere ferito un altro militare e aver provocato lesioni a un ignaro automobilista che la notte del 25 febbraio si trovava per caso all'imbocco della rotonda di corso Matteotti, vicino alla stazione ferroviaria di Asti.

Enea Veruchi, albanese pregiudicato di 26 anni residente ad Asti, è stato condannato, in primo grado e con rito abbreviato, per sfruttamento della prostituzione e tentato omicidio volontario di un carabiniere che, durante l'inseguimento aveva tentato di fermarlo. E' la sentenza di questa mattina, 4 settembre, del gip del tribunale di Asti Francesca Di Naro.

Le tre persone offese, rappresentate dall'avvocato Mauro Caliendo, non erano presenti in aula alla lettura della sentenza. Il ventenne condannato, accusato anche di lesioni stradali gravi, minacce e resistenza a pubblico ufficiale era seduto a fianco dei suoi legali.

La sua ex compagna, la 22enne connazionale Elsa Qosia, che aveva patteggiato una pena di tre anni per gli stessi reati, si trova nel carcere femminile di Torino. Il pm Antonella Masia aveva chiesto 12 anni di reclusione per il ragazzo.

I due giovani erano stati arrestati la notte del 25 febbraio scorso dai carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile di Asti guidati dal tenente Roberto iandiorio. Il ragazzo, sospettato di gestire alcune prostitute sulle statali per Montegrosso e Isola d'Asti, alla vista dei carabinieri si era dato alla fuga sulla sua Mercedes, speronando con violenza la vettura dei militari, investendo il maresciallo in servizio e provocando ferite lievi al brigadiere.

Il fuggitivo aveva attraversato la città a folle velocità, fino al fondo di via Gramsci, all'incrocio con corso Matteotti, dove la sua corsa era terminata in seguito a uno scontro frontale con l'auto di un ignaro cittadino.

M.M.

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