Una storia di persecuzione, violenza e paura che ribalta i tristi cliché della cronaca nera. Nell'aula del tribunale di Asti oggi si è consumata una nuova udienza del processo che vede imputata una donna accusata di stalking, lesioni e violenza sessuale nei confronti del suo ex compagno. Una vicenda dai contorni inquietanti, emersa già nelle scorse settimane per i dettagli legati a presunti riti voodoo e oggetti esoterici sequestrati dagli inquirenti, ma che ora si arricchisce di nuove, drammatiche testimonianze.
La parola agli investigatori e ai medici
Davanti al collegio, presieduto dal dott. Alberto Giannone, questa mattina, sono sfilati due carabinieri che hanno ricostruito le fasi più critiche delle indagini, confermando i pedinamenti e le violazioni delle misure cautelari che hanno portato l'imputata a essere arrestata per ben due volte in flagranza di reato. In aula erano presenti sia l'accusata che la vittima: per permettere la loro contemporanea partecipazione, la questura ha dovuto disattivare temporaneamente i braccialetti elettronici che entrambi indossano proprio per segnalare eventuali avvicinamenti proibiti. Particolarmente toccante la deposizione dei medici – tra cui il curante, gli psichiatri dell'Asl e il medico legale – che hanno certificato nero su bianco il grave stato di prostrazione psicologica dell'uomo, costretto a ricorrere a cure farmacologiche e a un ricovero in psichiatria per gestire l'ansia e l'insonnia provocate dalle continue vessazioni.
Un caso raro di "stalking al contrario"
A difendere la parte civile è l'avvocato Davide Arri, penalista esperto in casi di violenza di genere, che questa volta si trova a tutelare una vittima maschile. "Su decine di donne che ho assistito nella mia carriera, questo è solo il sesto caso in cui la vittima è un uomo", spiega il legale, sottolineando l'eccezionalità della vicenda. "La situazione è completamente ribaltata: il mio assistito ha subito non solo pressioni psicologiche, ma anche aggressioni fisiche, morsi e il lancio di liquidi urticanti, inoltre l'imputata era già stata condannata in primo grado per lesioni dolose e molestie".
Verso la sentenza
Il processo si avvia ora verso le battute finali. La prossima udienza è fissata per il 18 marzo, data in cui verranno ascoltati gli ultimi testimoni e l'imputata stessa si sottoporrà all'esame. Il collegio sembra intenzionato a chiudere il cerchio velocemente, dedicando l'intera giornata alla discussione. "È un processo con capi d'imputazione pesantissimi, conclude l'avvocato Arri, che vanno ben oltre lo stalking, toccando la sfera della violenza sessuale e delle lesioni aggravate. Una vicenda dolorosa che ha lasciato segni profondi".














