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Cronaca | 08 ottobre 2019, 07:52

Quale il legame che lega i 4 magistrati minacciati ieri ad Asti? Proseguono le indagini

“Vi faremo morire tutti” la scritta su un cartello, vergata con pennarello scuro. E alle 11 una telefonata minaccia di far saltare il tribunale

Quale il legame che lega i 4 magistrati minacciati ieri ad Asti? Proseguono le indagini

Si terrà in Prefettura ad Asti questa mattina un incontro per la sicurezza dopo le minacce ricevute ieri da 4 magistrati in servizio al tribunale.

Vi faremo morire tutti” la scritta che campeggiava su un cartello, vergata con pennarello scuro, all’indirizzo di due giudici e due pm: Roberto Amerio, Giorgio Morando, Vincenzo Paone e Laura Deodato.

Quale il fil rouge che lega i 4?

LA VICENDA

L’inizio è la notte tra domenica e lunedì, quando intorno all’una e cinquanta, un botto sveglia moltissimi astigiani che chiamano il 112. Una persona che abita nei pressi di via Galimberti, vicino all’Archivio di Stato è più precisa. È da lì che è partito il boato. Al civico 26, in un ingresso non utilizzato, il rinvenimento dei resti di una bomba carta, intorno pezzi di plastica. Pochi i danni (solo una mattonella divelta) e lì vicino il minaccioso cartello. Il punto è stato scelto perché non c’erano telecamere vicine?

Da quel momento, l’attenzione è subito salita, ma la giornata non si era ancora conclusa. Alle 11 arriva la telefonata anonima (poi risultata falsa) che minaccia di far saltare il tribunale. Intervengono a scopo preventivo anche gli artificieri della Polizia che effettuano bonifiche anche sulle auto dei magistrati. Tutti, anche gli avvocati, devono passare il metal detector.

"Stiamo valutando con il prefetto un piano di tutela”, afferma il presidente del Tribunale Giancarlo Girolami. La situazione è sotto controllo, si tratta presumibilmente gesto dimostrativo. Stiamo indagando per identificarne gli autori e verranno adottate ulteriori misure per la sicurezza”.

Ieri in tribunale un processo che potrebbe essere il legame tra i quattro magistrati minacciati. Pregiudicati astigiani responsabili di truffe, furti e rapine, ma il riserbo è alto. Le indagini sono in carico alla Digos guidata da Daniele Capone, ma le forze in campo sono tante con il supporto anche dei Carabinieri.

Il Tribunale non aveva mai ricevuto minacce ma sia Paone che Deodato (quando era ad Alba) erano stati oggetto di intimidazioni .

Moltissimi i messaggi di solidarietà arrivati ai magistrati. Il sindaco Maurizio Rasero:"Ripudio con forza il gesto che per fortuna è , per la nostra città , insolito e isolato. Esprimo totale solidarietà nei confronti della magistratura astigiana che è quotidianamente impegnata al servizio dello stato e dei cittadini”.

Betty Martinelli

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