/ Cronaca

Cronaca | 10 ottobre 2019, 16:54

Geometra astigiano fa causa alla Cassa di previdenza e vince. Iscrizione tacita e mai richiesta, tribunale di Asti e Corte d'Appello gli danno ragione

Si tratta di un geometra di Canelli, 49 anni, impiegato in una ditta edile

Geometra astigiano fa causa alla Cassa di previdenza e vince. Iscrizione tacita e mai richiesta, tribunale di Asti e Corte d'Appello gli danno ragione

La sentenza di primo grado innovativa e molto chiara, una delle prime in Italia, arrivò a maggio 2018 dal tribunale di Asti e giugno 2019 la Corte d'Appello la confermò. Nessun ricorso in Cassazione è stato presentato e i termini di presentazione sono scaduti. La battaglia di uno dei tanti geometri astigiani che sono stati obbligati a versare contributi previdenziali doppi è stata vinta da un geometra astigiano di 49 anni di Canelli, impiegato in una ditta edile

La Cassa italiana di previdenza e assistenza geometri liberi professionisti (Cipag) pretendeva il pagamento di trenta mila euro per un'iscrizione tacita, mai effettuata e nemmeno obbligatoria. Di obbligatorio c'era solo il pagamento di quella somma richiesta, a suon di solleciti. Il caso, uno dei tanti in Italia, è finito anche in una delle aule del tribunale di Asti e poi in Appello confermando lo stesso verdetto.

"Due sentenze importanti per i professionisti iscritti a un Albo e che riguardano una vicenda nota in tutto il Paese" spiega l'avvocato Mauro Vaccaneo che insieme al collega Luigi Giorno hanno difeso il quarantanovenne astigiano.
La Cipag aveva previsto che il geometra iscritto all'albo dal 2009, per il solo fatto di esservi iscritto, doveva versare i contributi previdenziali.

"Considerando che moltissimi geometri sono sì iscritti all’albo, ma poi non lavorano come liberi professionisti in proprio, ma come dipendenti e quindi vengono sottoposti a regolare contribuzione Inps - spiega Vaccaneo - di fatto si sono trovati a dover pagare doppi contributi".

In principio valeva la regola per cui era obbligato a versare i contributi solo chi, svolgendo la libera professione, non fosse già iscritto a un'altra forma previdenziale. Poi ogni cassa emanò dei regolamenti interni e la Cassa Geometri previde, all'articolo cinque del proprio Statuto, che l'iscrizione all'Albo dei geometri comportasse automaticamente l'iscrizione alla Cassa di previdenza, con obbligo di contribuirvi.

Proprio a causa di questa norma molti geometri italiani sono stati iscritti d'ufficio alla Cassa "che, calcolati gli oneri previdenziali, ha notificato loro cartelle di migliaia di euro per l'anno di iscrizione, oltre agli arretrati" precisa il legale. All'inizio i ricorsi erano pochi, "poi i tribunali davano sempre ragione alla Cassa, e sovente anche ora" aggiunge il legale. Nonostante ciò i due legali sono riusciti a ribaltare la situazione.

Meno di un anno fa la sentenza di primo grado del giudice Lo Bello accolse la tesi difensiva "secondo cui l'iscrizione a un Albo professionale non obbliga all'iscrizione alla relativa Cassa di previdenza per chi è già iscritto a un'altra forma previdenziale". Poi la Cipag fece ricorso in Appello, che diede ragione al geometra astigiano. Nel frattempo è uscita la prima sentenza di Cassazione sul tema, che ha confermato la tesi dei legali astigiani.

M.M.

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium