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Enogastronomia | 26 novembre 2019, 11:17

Nell’Astigiano è nata una via dei formaggi

Si è sviluppata sulla base di un'idea di Davide Palazzetti, che in questo intervento ne illustra le varie tappe

Recentemente ho letto di una Route des fromages, promossa la scorsa primavera, in Normandia, con ritorni su turismo ed economia locale impressionanti. Invidia. Orgogliosamente convinto della eccezionale qualità, varietà ed unicità dell’offerta casearia nell’Astigiano, ne ho creata una tutta nostra, La via dei formaggi Astigiani, in collaborazione e a supporto di diversi appassionati produttori, in maggior parte anche allevatori (viva il km 0), per promuoverli come insieme.

Percorso esperienziale, oggi il marketing turistico ama chiamarlo così, di enorme valore gastronomico; unione di territorio, bellissimo e spesso sconosciuto ai più, e dei grandi formaggi locali. Percorso di visite, degustazioni ed eventi, sicuramente utile a sviluppare il nostro turismo, con nuove occasioni e motivazioni di visita e permanenza vacanziera, supportate da un marchio, da vivace presenza Facebook (https://www.facebook.com/formaggiastigiani/), ufficio stampa ed eventi.

Più valore a tutto l'Astigiano ed occasione unica per raccontarne varietà e ricchezza, tramite le sue migliori produzioni casearie tipiche, facilmente abbinabili, ai grandi vini del territorio così come alle sue tante bellezze.

Il percorso tra i piaceri de La via dei formaggi Astigiani, da sud a nord della provincia, non poteva che cominciare a Roccaverano. La sua robiola, notissima e buonissima, ha festeggiato quest'anno 40 anni di DOP. La Roccaverano, così suggerisce di chiamarla il suo Consorzio di tutela, è prodotta solo da 17 aziende, principalmente con latte crudo intero di capra.

Continua poi con Cessole, per una Toma di pecora da meditazione, e Loazzolo, a godere del Blu di Loazzolo, ricco e gustosissimo erborinato di latte vaccino. E ancora a Moasca per la sua Ruota, formaggio di capra stagionato almeno una decina di mesi. Poi a nord, a Monale, altre capre ed altre esplosioni di gusto con la Robiola di Monale, e quella di Capriglio, borgo il cui nome di origine romana, Caprilium, posto delle capre, ne chiarisce le antiche origini. Si conclude a Cocconato, con una specialità prodotta solo lì e solo da un produttore, la Robiola di Cocconato, magnifico formaggio fresco di latte vaccino, a pasta molle, dalla tipica forma tonda e piatta.

Fino a ieri, gli splendidi formaggi Astigiani non erano ancora riusciti ad esprimere il loro valore di attrattori turistici, ma l’unione fa la forza e con questa iniziativa le mire di valorizzarsi quanto prima, a favore di tutto il territorio, sono... forti.

Al direttore

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