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Cronaca | 11 dicembre 2019, 18:05

Ubriaco e drogato al volante, 44enne astigiano assolto dal giudice per guida in stato di ebbrezza e sotto effetto di stupefacenti. La difesa: 'Violata la garanzia difensiva'

La difesa ha sostenuto che non era stato avvisato il legale e quindi l'accertamento di laboratorio non poteva essere utilizzato come prova

Ubriaco e drogato al volante, 44enne astigiano assolto dal giudice per guida in stato di ebbrezza e sotto effetto di stupefacenti. La difesa: 'Violata la garanzia difensiva'

Aveva un tasso alcolemico nel sangue di 2,4 ed era anche positivo agli stupefacenti quando, a bordo della sua automobile, è andato a sbattere contro il muro di una casa a Portacomaro.

Eppure il giudice del tribunale di Asti non ha potuto fare altro che assolverlo dal reato di guida in stato di ebbrezza alcolica e sotto effetto di stupefacenti, nonostante gli esami clinici avessero confermato tutto.


L'assoluzione di un 44enne di Asti, operaio che lavora in Germania, è arrivata per un difetto di forma, uno di quei cavilli che rimettono tutto in discussione e che ha portato il giudice ad accogliere la richiesta di assoluzione avanzata dall'avvocato della difesa, Alberto Bazzano. 

LA VICENDA

Quando il quarantenne era stato portato al Cardinal Massaia per i prelievi del sangue, conseguenti e necessari agli accertamenti giudiziari, non era stato avvisato il suo legale. "Era stata violata la garanzia difensiva" precisa Bazzano. Era il 26 luglio dello scorso anno quando l'uomo si era messo al volante un po' alterato da alcol e fumo. Stava percorrendo la statale di Portacomaro da solo sulla sua vettura, quando ha perso il controllo del veicolo e si è schiantato, in autonomia, contro la parete esterna di un'abitazione.

Nessun altro mezzo era stato coinvolto e lui non si era fatto nulla. Sul posto era intervenuta la polizia stradale, che aveva avviato le verifiche di routine sullo stato di lucidità dell'incidentato. L'uomo non aveva riportato ferite, ma i poliziotti lo avevano accompagnato all'ospedale per le analisi.

L'ACCERTAMENTO NON SI PUO' USARE COME PROVA

La difesa ha sostenuto che non era stato avvisato il legale e quindi l'accertamento di laboratorio non poteva essere utilizzato come prova. Sono diverse le sentenze della Cassazione che hanno fatto scuola. "La Cassazione dice che si può prelevare sangue solo per le cure di un paziente, ma se così non è occorre il consenso e l'avviso di un legale" ricorda Bazzano. Così il quarantenne è stato assolto dai reati che gli sono stati contestati: per la guida in stato di ebbrezza perché il fatto non sussiste e per la positività agli stupefacenti perché non è stata raggiunta la prova. Le motivazioni del giudice saranno depositate entro 90 giorni. Il pm titolare dell'indagine aveva chiesto per l'uomo oltre un anno di reclusione e un'ammenda.

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