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| 23 gennaio 2020, 07:42

L'educazione ambientale inizia dalla scuola. Ad Asti la Jona pratica il progetto "Chi pensa fa la differenza"

Non solo pulizia ma un concorso a premi. Arrivano i "controllori dei cestini" nelle classi

La seconda B

La seconda B

Non solo scuola e ore canoniche di lezione. Ad Asti c'è una scuola che fa educazione ambientale (e quindi anche civica). Alla Jona c'è il progetto "Chi pensa fa la differenza". 

"Educare al rispetto dell’ambiente, spiegano i docenti, attraverso le buone pratiche e la conoscenza tecnologica, permette infatti di sviluppare una coscienza ambientale ed una consapevolezza  capace di mobilitare la società in difesa del nostro territorio"

Ogni venerdì, a mezzogiorno, dal mese di novembre, una classe esce dalla propria aula e si dedica alla pulizia dei marciapiedi e dei parcheggi che si trovano nelle immediate vicinanze della scuola media Jona.

Muniti di guanti (forniti dal Comune), palette, scope (offerte dall’ASP), sacchetti per la raccolta differenziata e pettorine fluorescenti per essere riconoscibili dagli automobilisti, gli alunni raccolgono ciò che per pigrizia o noncuranza è stato abbandonato per terra.

TROPPI MOZZICONI

Ogni settimana i sacchetti vengono riempiti. I ragazzi si indignano in modo particolare per la grande quantità di mozziconi di sigaretta: “Non è facile raccoglierli: sono piccoli, ci vuole molta pazienza, e se piove e vengono schiacciati con le scarpe o le ruote delle macchine, aderiscono all’asfalto e bisogna raschiarli via con pazienza. Passiamo ogni settimana, eppure ne troviamo sempre moltissimi: in media tre o quattro bicchierini di plastica pieni!”.

Questa attività è solo una delle tante che la Jona mette in atto nell’ambito del progetto “Chi pensa fa la differenza”.

La scuola è da anni all’avanguardia per quanto riguarda le tematiche ambientali, con particolare riguardo al tema della differenziazione dei rifiuti: in ogni aula e in ogni corridoio si trovano infatti i diversi cestini dedicati ai vari tipi di rifiuto e anche i collaboratori scolastici sono fortemente motivati e attenti.

PROGETTO E OBBIETTIVI... CON I PREMI

L’obbiettivo di quest’anno è quello di raggiungere il livello massimo di correttezza nello svolgere la raccolta differenziata a scuola.

Oltre alle consuete visite agli stabilimenti di Valterza, dove i ragazzi delle classi prime vedono come vengono trattati i rifiuti che i cittadini hanno coscienziosamente separato, e a lezioni di approfondimento tecnologico nelle quali si svolgono dei laboratori tematici, la scuola ha organizzato un concorso interno a premi: circa 70 ragazzi, divisi in piccole squadre, muniti di distintivo di riconoscimento, guanti e maglietta rossa della scuola, effettuano controlli settimanali dei cestini in ogni classe.

La pratica è ormai rodata e funziona così: il gruppetto di alunni controllori, a sorpresa, bussa alla porta della classe durante l’ora di lezione, entra, saluta e dichiara “Controllo cestini!”. I cestini vengono rapidamente portati in corridoio (mentre in classe la lezione continua regolarmente).

In corridoio viene effettuato il controllo, che dura alcuni minuti. I cestini vengono riportati nell’aula e i controllori relazionano brevemente su eventuali errori riscontrati, assegnando il punteggio sulla base di una apposita griglia.

LE CONTROVERSIE SI GESTISCONO CON SENSO CIVICO. EDUCAZIONE AL CENTRO

Talvolta nascono piccole controversie, che gli alunni hanno imparato a gestire con educazione e senso civico. I risultati ottenuti sono davvero confortanti: tutti i ragazzi sono diventati molto attenti, precisi, e difficilmente sbagliano a gettare un rifiuto.

"Sappiamo - concludono i docenti - che molti di loro sono riusciti a traferire anche a casa, nel proprio contesto familiare, l’impegno e la competenza che hanno acquisito a scuola, anche là dove non sempre i genitori erano attenti alla pratica della raccolta differenziata. Ma si sa, l’entusiasmo dei ragazzi è contagioso, e può fare miracoli".

Betty Martinelli

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