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Cultura e tempo libero | 22 settembre 2019, 17:33

Ad Asti è arrivato il mare: perdetevi in un tramonto

Un invito a scoprire come la rappresentazione del mare o del cielo, un'immensità vale l'altra, siano per gli Impressionisti strumento di interpretazione dell'anima

"Tramonto, veduta di Guernsey" di Pierre-Auguste Renoir

"Tramonto, veduta di Guernsey" di Pierre-Auguste Renoir

Girando tra i saloni di Palazzo Mazzetti, arricchiti dai quadri della mostra sugli impressionisti in Normandia, si coglie subito il silenzio e la violenza dello spazio, dipinto in modo nuovo ed emozionante dagli impressionisti: nei paesaggi, grandi distese vuote e solitarie dove regnano il cielo, il mare, i campi, la luce, la collina. Tutti siamo soli nel paesaggio.

E questi artisti si arrendono piacevolmente alle ricchezze espressive della natura, trasformandole in strumenti di interpretazione dell’io, di stimolo all’interiorità con l’emozione, ad esempio di un tramonto. Naturale. Universale.

La maturazione pittorica di Pierre-Auguste Renoir, entusiasta autodidatta, trovò momento assai importante nell'incontro con Bazille e Monet, pittori che come lui ritenevano inadeguata e mortificante la mera disciplina accademica. Oppressi dalla claustrofobia degli atelier, iniziarono a lavorare all'aria aperta.

La sua sperimentazione pittorica en plein air, durò una quindicina d’anni a partire dal 1863, ma la si ritrova anche più avanti, nel Tramonto, veduta di Guernsey, del 1893, olio su tela, 22 x 36 cm di puro colore, suggestiva anticipazione dell’espressionismo astratto di una buona cinquantina d’anni dopo.

Scopritelo a Palazzo Mazzetti.

Davide Palazzetti

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