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Cronaca | 30 settembre 2019, 17:58

Processo omicidio tabaccaio: ascoltati consulenti e Ris di Parma. Sul cappellino abbandonato dai rapinatori tracce di dna di quattro persone

L'istruttoria è finita. Si prosegue il 5 novembre. Probabile sentenza il 17 dicembre

Un'immagine del 2014 che riprende l'uomo con il passamontagna

Un'immagine del 2014 che riprende l'uomo con il passamontagna

Quelle tracce di dna c'erano eccome, ma appartengono a quattro persone, tre imputati e un estraneo.

Oggi 30 settembre c'è stata una nuova udienza, a porte chiuse in tribunale ad Asti, del processo per l'omicidio di Manuel Bacco, il tabaccaio di 37 anni che venne ucciso nel suo negozio di corso Alba il 19 dicembre 2014.

Sono tornati in aula due consulenti che erano già stati ascoltati e che dovevano concludere le loro relazioni sui referti antropometrici, sulle misurazioni e comparazioni del materiale foto e video repertato. Poi si è discusso di dna e celle telefoniche, segni distintivi lasciati sul luogo del delitto, dove è morto il trentenne che cercava solo di difendere la sua attività e sua moglie. 

Oggi gli esperti, chiamati a valutare immagini e reperti, hanno concluso i loro interventi. Sono tornati a parlare i periti delle parti e i carabinieri del Ris di Parma. Il passamontagna che la moglie di Manuel, Cinzia, aveva trovato fuori dal negozio è stato analizzato e i consulenti hanno precisato che le tracce di dna rinvenute appartenevano a diverse persone.

Alcune attribuibili a tre dei cinque imputati: frammenti di capelli, peli e sudore rimasti nella stoffa della calotta e sull'elastico laterale che stringe le tempie del copricapo. Nessuna traccia visibile. Impossibile capire però chi abbia indossato per ultimo quel berretto.

L'istruttoria è finita. A inizio udienza si è discusso ancora di rilievi antropometrici: della misurazione dell'altezza rilevata del presunto killer. Aspetti molto tecnici, necessari per ricostruire il quadro probatorio. Chiesta un'ulteriore perizia super partes, che il giudice ha negato. Contestata la ricostruzione fatta dalla polizia giudiziaria sui percorsi che  i presunti rapinatori avrebbero dovuto effettuare quella sera. 

Il controesame condotto dal pm Laura Deodato è stato serrato. Nel corso delle sedute d'aula precedenti, l'impianto accusatorio non ha avuto grossi scossoni. Le testimonianze raccolte non avrebbero fornito elementi utili ad alleggerire le responsabilità degli imputati.

Il processo prosegue il 5 novembre. Si sta celebrando con rito abbreviato, davanti al giudice Federico Belli. Ci sarà la requisitoria del pubblico ministero e la discussione dell'avvocato di parte civile Giuseppe Vitello dello studio Mirate che rappresenta la vedova. La donna non si è mai persa un'udienza. Le tappe successive il 19 novembre, quando inizieranno le arringhe difensive e il 17 dicembre quando si potrebbe già arrivare a sentenza, a cinque anni esatti dalla morte di Manuel.

M.M.

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