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Politica | 28 maggio 2020, 07:56

"Vogliamo certezze sul futuro della Asl di Asti e dell'ospedale Cardinal Massaia". L'appello di 10 consiglieri di minoranza

I consiglieri chiedono di ripensare la sanità astigiana con il potenziamento delle Case della Salute e l'impiego della ex maternità

"Vogliamo certezze sul futuro della Asl di Asti e dell'ospedale Cardinal Massaia". L'appello di 10 consiglieri di minoranza

Dieci consiglieri di minoranza del Comune di Asti, Mauro Bosia, Michele Anselmo, Mario, Angela Quaglia, Davide Giargia , Massimo Cerruti, Martina Veneto, Giorgio Spata, Maria Ferlisi, Giuseppe Dolce in una nota congiunta riflettorno sul futuro della Asl astigiana e del suo ospedale Cardinal Massaia.

I consiglieri specificano che al tavolo di discussione avviato dalla Regione sulla nuova rete ospedaliera del Piemonte, non è "stato chiamato a partecipare nessun rappresentante astigiano.

RAPPRESENTANTI DELLA SANITÀ ASTIGIANA AI TAVOLI REGIONALI

"Mentre tutti i settori della società, dell'economia e dei servizi si preparano alla ripresa post Covid, spiegano, non vorremmo che questa esclusione rappresentasse l'inizio di una nuova brutta storia in cui Asti è chiamata a fare sacrifici senza avere voce in capitolo. Riteniamo dunque indispensabile che un esponente della sanità astigiana venga incluso in questo tavolo e che, più in generale, le autorità riferiscano in merito ai tempi e alle modalitá con cui l'Ospedale Cardinal Massaia e la Sanità astigiana torneranno ad essere pienamente operativi".

Mentre ieri nella sua diretta facebook il sindaco Rasero ha annunciato che in ospedale sono rimasti 50 positivi che nel week end dovrebbero ridursi a 30, "praticamente un solo reparto", i consiglieri spiegano che "le lunghe liste d’attesa formatesi in questo periodo preannunciano mesi non meno freneteci di quelli appena trascorsi".

Se, come si dice, occorrerà prepararsi a fronteggiare un'eventuale nuova impennata del contagio in autunno, i consiglieri chiedono una nuova riorganizzazione.

UN RILANCIO DELLA MEDICINA GENERALE

"Se nei mesi scorsi  - scrivono - i grandi sacrifici del personale sanitario hanno messo una pezza alle sottovalutazioni della Direzione dell'Asl di Asti e della Regione Piemonte a trazione leghista, per il futuro non sono ammissibili incertezze riguardo le strategie da porre in atto qualora, malauguratamente, l’emergenza dovesse riproporsi. Come dice la massima latina, infatti, 'sbagliare è umano, ma perseverare è diabolico'.

Se quindi l'emergenza, secondo i consiglieri, ha mostrato la necessità di creare una "prima linea" di cura del virus sul territorio, al fine di limitare il numero dei contagiati ospedalizzati, si propone di ripensare ad un rilancio della medicina generale É l'occasione per un rilancio della medicina generale.

"I Medici di base, dovranno essere integrati nel numero, salvaguardando quelli più anziani. Oltre alla dotazione degli indispensabili D.P.I., essi dovranno anche poter contare su tutti i supporti indispensabili al contrasto del Virus: interazione con 118 e ospedale, squadre infermieristiche, strumenti diagnostici e terapeutici".

LE CASE DELLA SALUTE ANDRANNO POTENZIATE

E qui subentrerebbe l'importanza del potenziamento delle Case della Salute che assumerebbero un ruolo cruciale.

"A questo proposito un ruolo importante può essere giocato, in attesa che si definiscano le sue funzioni, dall'ospedale di Nizza, in grado fin da subito di instaurare una sinergia col Cardinal Massaia. Sulle RSA della Provincia, ove sono decedute decine di anziani, dovranno essere fatti controlli approfonditi per verificarne i requisiti normativi e i conseguenti riaccreditamenti di legge.

IL CARDINAL MASSAIA FONDAMENTALE PER IL CONTRASTO ALLA PANDEMIA

Indubbiamente l'ospedale di Asti ha rivestito un ruolo fondamentale nel contrasto alla pandemia.

"Nei suoi reparti specialistici trasformati in Reparti Covid sono stati curati centinaia di pazienti provenienti anche da altre province. Il Cardinal Massaia, dunque, ha dato prova di grande solidarietà, mettendosi a disposizione dell'intera regione: ora però deve riprendere a pieno regime la sua fisionomia di ospedale generico, che offre un servizio completo e di qualità ai cittadini della provincia di Asti.

L'EX MATERNITÀ OFFRE SPAZI ADEGUATI PER DIVENTARE STRUTTURA COVID

"Non si deve morire di Covid, non si deve morire per la mancanza di lavoro a causa del Covid, ma non si deve neanche morire poiché non si è stati curati per altre patologie" - concludono i 10 consiglieri .

Ogni ipotesi di trasformare il Cardinal Massaia in Ospedale Covid, decentrando in altri Ospedali molte specialità, sarà avversata con ogni forza e con la mobilitazione dei cittadini. L’unico ospedale della Provincia, già ridimensionato in passato, non può diventare Ospedale Covid, con i conseguenti disagi per una popolazione fra le più anziane del Piemonte. Se Asti deve offrire alla Regione una struttura Covid proponiamo l’immediata ristrutturazione della ex Maternità, che offre spazi e infrastrutture adeguati a tale scopo, oppure la parziale riconversione della Casa di Riposo Città di Asti che versa in gravi difficoltà economiche.

Il declino della Sanità Astigiana prima verso Alessandria e Cuneo, ora anche verso Verduno, nuovo Ospedale di Alba, deve fermarsi una volta per tutte".

Betty Martinelli

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