Il futuro del nuovo Centro per l'Impiego di Asti finisce al centro di un'interrogazione presentata da Mario Malandrone, esponente di Ambiente Asti, che solleva forti dubbi sullo stato di attuazione del progetto presso l’ex casermone di via Govone. Secondo quanto riportato dal consigliere, l’intervento, che dovrebbe essere finanziato con circa 3 milioni di euro provenienti dal PNRR, si troverebbe in una fase di preoccupante stallo, con il rischio concreto di perdere le risorse europee già trasferite nelle casse comunali.
Nel documento, Malandrone evidenzia come, nonostante gli annunci passati, ad oggi non risultino avviati i cantieri né siano stati comunicati sviluppi concreti sull'iter progettuale. Per l'esponente di Ambiente Asti, quello che era stato presentato come un intervento strategico di riqualificazione sarebbe scivolato in un "perdurante silenzio" che genera forte preoccupazione tra la cittadinanza e gli operatori del settore. Malandrone ricorda che già nel 2025 erano emerse criticità legate al parere della Soprintendenza ai beni culturali, senza che siano poi seguiti aggiornamenti pubblici chiari.
L'interrogazione punta a fare luce sulle dichiarazioni rilasciate in precedenza dalla vicesindaca Stefania Morra, la quale aveva rassicurato sulla disponibilità dei fondi e sull'avanzamento del progetto. "A fronte di tali rassicurazioni, non risultano a oggi sviluppi concreti né aggiornamenti pubblici sull'intervento", sostiene il consigliere, sottolineando come la mancata attuazione del piano non solo comporterebbe la perdita di fondi pubblici, ma sancirebbe anche il fallimento di una riqualificazione attesa da anni.
Oltre agli aspetti economici e urbanistici, Malandrone pone l'accento sulla situazione degli attuali locali del Centro per l’Impiego, giudicati inadeguati sotto il profilo della sicurezza e della funzionalità degli spazi. Attraverso l'interrogazione, si chiede quindi al Sindaco e alla Giunta di conoscere lo stato reale dei finanziamenti, di chiarire se la localizzazione di via Govone sia ancora confermata e di fornire un cronoprogramma aggiornato che indichi con certezza le date di avvio e conclusione dei lavori.














