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Solidarietà | 30 maggio 2020, 16:00

Ilde, il cuore grande di una donna che ha confezionato 6mila mascherine per gli astigiani

Questa mattina ha consegnato 30 mascherine mimetiche agli Alpini di Asti. "Sono invalida da quando avevo 9 anni. Non posso alzare le braccia, ma le mani le muovo. Volevo rendermi utile in questa emergenza"

Ph Merfephoto

Ph Merfephoto

Da febbraio casa sua è diventata una specie di fabbrica artigianale di mascherine in tessuto. Le sta facendo per tutti: per chi ne ha bisogno, per i conoscenti, per amici e parenti, ma anche per chi è stato in prima linea durante questa emergenza.

È la storia di Ilde Rubino, astigiana d'adozione, che dal 2002 ha abbandonato la sua terra d'origine, la provincia di Taranto, per trasferirsi in città.

Mascherine mimetiche per gli Alpini

Ilde questa mattina è andata a consegnare personalmente trenta mascherine mimetiche agli Alpini di Asti, in segno di ringraziamento per quello che stanno facendo e continuano a fare ogni giorno.

Quasi 6mila da febbraio

"In questi mesi ne ho fabbricate quasi 6mila e le ho regalate a pacchetti da tre, perché noi in famiglia siamo tre. Fare mascherine in quarantena è stato un modo per rendermi utile, ma anche per proteggermi", racconta Ilde.

Proteggersi. Proteggersi dai ricordi soffocanti di un'infanzia segnata da una malattia scoperta troppo tardi. Proteggersi da una mente umana, che, inevitabilmente, in una situazione di isolamento forzato, va a ripescare tutto ciò che dovrebbe continuare a giacere nell'oblio o per lo meno in una sua parvenza.

L'invalidità non è invalidante

Ilde è invalida da quando aveva 9 anni, ma ha sempre voluto aiutare chi meritava aiuto.

"Non riesco ad alzare le braccia, ma le mani le muovo bene. Così ho deciso di mettermi all'opera e confezionare con la macchina da cucire tante mascherine", continua.

Cuci, taglia, imbusta

In casa Ilde ha creato una vera e propria catena di montaggio: lei cuce, il marito Roberto taglia le mascherine e suo figlio, 16 anni, le imbusta. 

La storia di Ilde insegna, fa riflettere. 

L'esperienza dell'intubazione

"Da piccola sono stata intubata. Non è un'esperienza piacevole e per questo spero che le persone non prendano più sottogamba l'idea di poter essere intubate a causa del Covid. Però, forse non è colpa di nessuno. Fino a che non vivi certe esperienze non puoi sapere".

 

Elisabetta Testa

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