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Attualità | 31 maggio 2020, 11:30

Attrezzare nelle scuole spazi tecnologici con postazioni distanziate. Una proposta, allo studio di tre astigiani, per utilizzare il fondi del Decreto Rilancio

Un progetto nazionale studiato dalla giornalista Laura Calosso, dal manager Roberto Daneo e da Alberto Pelissetti presidente della consulta digitale Anci Piemonte

Attrezzare nelle scuole spazi tecnologici con postazioni distanziate. Una proposta, allo studio di tre astigiani, per utilizzare il fondi del Decreto Rilancio

In vista del ritorno a scuola e delle varie restrizioni che andranno adottate, ci si interroga su quanto e come sia stata utile la cosiddetta DAD, didattica a distanza e anche su virus correlato ai bambini.

Il virologo Guido Silvestri, professore della Emory University di Atlanta sulla sua pagina facebook, spiega alcuni dati inerenti ai ragazzini, considerando il loro basso rischio di contagio e trasmissione del Covid-19.

Silvestri invita anche il Comitato tecnico scientifico a prenderli in considerazione per le decisioni da adottare per il prossimo anno scolastico.

I bambini insomma, sembrerebbero avere una scarsa probabilità non solo di ammalarsi per il coronavirus, ma anche di contagiare coetanei e adulti

TRE ASTIGIANI ALLO STUDIO DI UNA POSSIBILE RISPOSTA

Nel frattempo, tre astigiani riflettono sul Decreto Rilancio che ha stanziato fondi per l’acquisto di devices e connessioni per la DAD, non tenendo evidentemente conto di questi studi scientifici e hanno ideato un progetto che potrebbe aprire diverse strade.

La giornalista e scrittrice Laura Calosso, il manager Roberto Daneo e Alberto Pelissetti, presidente della Consulta digitale ANCI Piemonte e titolare di Web Media, hanno elaborato una proposta: attrezzare nelle scuole e in edifici pubblici alcuni spazi tecnologici (con postazioni distanziate) che, nel caso di nuove, possibili, ondate di contagi, potranno permettere ai ragazzi di frequentare le lezioni a distanza, ma all’interno di strutture pubbliche, in modo da evitare la DAD da casa che, spiegano, “oltre al rischio di isolamento e discriminazione sociale, comporta problemi per famiglie e docenti. Una volta passata l’emergenza sanitaria, le scuole potranno godere di spazi tecnologici utili agli studenti per ricerche su web, come consultazione di banche dati, partecipazione a corsi specifici o integrativi di recupero e a conferenze tenute in altre scuole o università.

La proposta che parte dall’assunto di un possibile nuovo contagio, offre soluzioni. “Perché - spiegano gli astigiani - non attrezzarsi per il peggio, sperando nel meglio e utilizzandola in futuro a prescindere?

ALCUNI DATI

Secondo una ricerca dell’Istat del 6 aprile scorso su “Spazi in casa e disponibilità di computer per bambini e ragazzi” (periodo di riferimento dei dati: 2018-2019). emerge che

- il 33,8% delle famiglie non ha computer o tablet in casa

- la quota scende al 14,3% tra le famiglie con almeno un minore

- solo per il 22,2% delle famiglie ogni componente ha a disposizione un pc

o tablet

- nel Mezzogiorno il 41,6% delle famiglie è senza computer in casa

(rispetto a una media di circa il 30% nelle altre aree del Paese)

- solo il 14,1% ha a disposizione almeno un computer per ciascun

componente

- il 12,3% dei ragazzi tra 6 e 17 anni non ha un computer o un tablet a

casa

- la quota raggiunge quasi un quinto nel Mezzogiorno (470 mila ragazzi).

Solo il 6,1% vive in famiglie dove è disponibile almeno un computer per

ogni componente

- nel 2019, tra gli adolescenti di 14-17 anni che hanno usato internet negli

ultimi 3 mesi, 2 su 3 hanno competenze digitali basse o di base, mentre

meno di 3 su 10 (pari a circa 700 mila ragazzi) si attestano su livelli alti

- oltre un quarto delle persone vive in condizioni di sovraffollamento

abitativo, la quota sale al 41,9% tra i minori.

UN PROGETTO NAZIONALE DI FACILE REALIZZAZIONE

Il progetto, nazionale, prevede anche un attento studio sulle infrastrutture di rete, necessarie per il funzionamento dei devices utilizzati dagli utenti.

La banda ultra-larga - spiegano - garantisce di sfruttare al massimo i servizi di streaming online e di navigare, senza rallentamenti, con i propri dispositivi fissi o mobili. La diffusione capillare della fibra ottica e in alcune aree anche della rete ultraveloce, garantiscono il miglioramento della qualità delle connessioni mobili, e, pertanto rappresentano i punti chiave per l’accesso degli utenti alla rete. Solo una connessione veloce permette di seguire lezioni e corsi in videoconferenza da remoto.

Una proposta che gli autori saranno lieti di illustrare in modo dettagliato a quanti, istituzioni, scuole ecc, vorranno scoprirla.

Il progetto in allegato.

Files:
 Art. 34 La scuola è aperta a tutti Una Proposta (543 kB)

Betty Martinelli

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