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Politica | 01 giugno 2020, 11:37

"Per la strategia delle 3T, Testare, Tracciare, Trattare, si faccia il punto su Asti e provincia". La richiesta è del Gruppo consiliare "Uniti si può"

"La Regione Piemonte e l'Asl di Asti devono spiegare quali azioni di sorveglianza attiva e preventiva a breve, medio e lungo termine, stanno ponendo in atto per determinare tutti i possibili tracciamenti del virus"

"Per la strategia delle 3T, Testare, Tracciare, Trattare, si faccia il punto su Asti e provincia". La richiesta è del Gruppo consiliare "Uniti si può"

Il Gruppo consiliare Uniti si può con Michele Anselmo e Mauro Bosia con una nota parlano della strategia delle 3T “testare, tracciare, trattare”, come contrasto suggerito dagli scienziati

"Una strategia  - scrivono - che in alcune Regioni, in particolare il Veneto, è stata messa in atto già da alcuni mesi. Si tratta di Regioni dotate di una vasta capillarità territoriale, che hanno potuto porre in atto tale strategia con risultati ben noti: meno morti, meno contagiati. I risultati della Lombardia e del Piemonte, che hanno puntato invece sull’ospedalizzazione, sono sotto gli occhi di tutti: più morti, più contagiati".

Secondo il consiglieri in questa nuova fase di contrasto la strategia non è venuta meno e anzi le 3T sono fondamentali per prevenire nuove possibili ondate della pandemia

"L’indagine ISTAT, scrivono ancora, attivata in tutta Italia tramite la Croce Rossa mediante la campionatura sierologica di 150.000 cittadini volontari, (per il Piemonte 8099 test, per Asti e provincia 345) mira a fotografare la circolazione del virus; pur trattandosi di un' iniziativa importante, essa non può essere sufficiente, poiché l’obiettivo dell’indagine non è testare e tracciare ma rilevare la prevalenza dell’infezione superata nella popolazione. I dati del 27 maggio scorso dicono che ogni 115 tamponi eseguiti si riscontra un soggetto positivo: il 65% in Lombardia il 12,5% in Piemonte. Quindi, drammaticamente, il virus continua a circolare".

I consiglieri chiedono al sindaco e all'assessore Cotto che si attivino con la Asl di Asti per sapere se si stia prevedendo uno screening tramite tamponi (primo e secondo) e test sierologici, della popolazione astigiana a partire dalle situazioni più critiche ed esposte: operatori sanitari, operatori delle RSA, pazienti già dimessi e posti in quarantena, pazienti guariti e loro famigliari.

"La Regione Piemonte e l'Asl di Asti devono spiegare quali azioni di sorveglianza attiva e preventiva a breve, medio e lungo termine, stanno ponendo in atto per determinare tutti i possibili tracciamenti del virus. Sappiamo poi che i posti di terapia intensiva in Piemonte passeranno dagli attuali 287 a 600; vogliamo sapere quanti posti in più saranno previsti per il Cardinal Massaia.

Alla sorveglianza attiva, a carico degli organi comunali e delle strutture preposte all’ordine pubblico, sui comportamenti dei cittadini, che devono essere assolutamente virtuosi, occorre abbinare la sorveglianza attiva e preventiva della Sanità. Sindaco e Assessore competente si facciano carico di investire la Direzione Asl e la Regione Piemonte di tale problematica.

La ripresa delle attività economiche e la continuità del lavoro per tanti cittadini - concludono - dipende, insieme ai comportamenti individuali virtuosi, da queste azioni congiunte.

Al direttore

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