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Al Direttore | 01 agosto 2020, 16:35

Nel 2019 si è registrato un forte calo di turisti nell’Astigiano

Perse 26.860 notti, corrispondenti ad un -7,4%, crollano le presenze straniere

Addette al desk all'Infopoint dell'Ente Turismo

Addette al desk all'Infopoint dell'Ente Turismo

Il 29 luglio scorso, sono stati presentati in Regione i dati sugli andamenti turistici del Piemonte nel 2019. Nonostante le rituali celebrazioni di crescita, basate su un risicato +1,8% degli arrivi, le presenze sono calate dell'1,1%. Dato di vero interesse per il settore, a cui corrispondono aumento o diminuzione di fatturato.

Dalle nostre parti i dati dell'Astigiano sono finiti nel calderone della nuova ATL, che presenta 3.400 notti in meno. Poca cosa rispetto al totale di 1.160.000 e passa. Per analizzare gli effetti sui vari territori della fusione tra le ATL astigiana ed albese, normalmente ci toccherebbe aspettare la pubblicazione dei dati comunali da parte dell’Osservatorio turistico regionale. Arriveranno anche quelli. Quello che invece è già arrivato, da Istat, sono i dati 2019 di arrivi e presenze turistiche provinciali.

L'Astigiano ne esce proprio male: presenze -7,4% , tanto male. 26.860 notti perse. Poco più di quelle incrementate nel resto dell'ATL, ops! Qualche centinaio di italiani in meno e una debacle senza senso del turismo proveniente dall’estero: -26.400 presenze, pari ad un -12,3% rispetto al 2018. Grande contrazione che ha colpito in particolare l’extra-alberghiero, con un picco del -14,5%.

Veramente bell'effetto la nuova ATL, bell'effetto Unesco o le mostre e gli eventi di Asti e quel poco altro che ci siamo sentiti raccontare. Pensate, su una simile base, gli effetti del virus sulla stagione in corso. Disastro nel disastro. E i vari delegati a creare sviluppo continuano a parlare di crescita.

E noi, ahimè, ce ne stiamo. Accettando l'oblio a cui l’Astigiano è stato destinato dalle attuali politiche di marketing territoriale, sempre ce ne siano. Un territorio negato, rubando la definizione ad un caro amico, antico, illustre e bellissimo di cui abbiamo accettato di mercanteggiarne anche il nome, di delegare strategie e sviluppo.

Herb Caen, noto giornalista americano degli anni ‘80, parlando della sua San Francisco, scriveva che "Una città non si misura dalla sua lunghezza e larghezza, ma dall’ampiezza della sua visione e dall’altezza dei suoi sogni". Gran bel concetto, applicabile ovunque, Asti ed Astigiano inclusi. Visione e sogni da ritrovare assolutamente al più presto.

Davide Palazzetti

Al direttore

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