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Attualità | 29 settembre 2020, 16:22

Lavoro: in Piemonte il reddito di cittadinanza si è rivelato un colossale fiasco

In un anno, sono stati stipulati appena 1.936 contratti a tempo indeterminato, su una platea potenziale di oltre 60.000 persone

Lavoro: in Piemonte il reddito di cittadinanza si è rivelato un colossale fiasco

Il reddito di cittadinanza ‘non sfonda’ in Piemonte. Lo si evince guardando ai numeri: in un anno circa, con aggiornamento a fine agosto 2020, su una platea di 61.972 “notificati MLPS”, ovvero beneficiari facenti parte degli elenchi che Anpal ha notificato alle Regioni in qualità di soggetti trattabili dai Centri per l'impiego, soltanto 8.009 hanno attivato un contratto di cui 1.936 a tempo indeterminato, che è poi l’obiettivo ultimo del progetto.

E anche se va detto che gli esclusi e gli esonerati sono risultati essere 15.621 (il che restringe la platea), i Centri per l’impiego, gestiti da Agenzia Piemonte Lavoro e recentemente rafforzati con un progetto di nuove assunzioni, sono stati in grado di convocare per il primo appuntamento 49.637 persone, 26.720 delle quali hanno sottoscritto il cosiddetto “PdS” ovvero l’impegno nella ricerca del lavoro.

Di questi 12.463 sono stati convocati per il secondo colloquio. Altri verranno convocati prossimamente anche grazie al suddetto rafforzamento dei Centri: 48 nuovi assunti hanno preso servizio a inizio mese, ma il progetto, fortemente voluto dall’assessore regionale al Lavoro e dal direttore di Apl, Federica Deyme, prevede, in due anni, l’assunzione totale di circa 400 persone per ridare forza a enti che, nell’intenzione della Regione, devono recuperare davvero centralità ed efficacia, diventando davvero un punto di riferimento per i cittadini che cercano occupazione.

Commentando i dati, l’assessore regionale al Lavoro, Elena Chiorino, pur lodando l’impegno di Apl e dei Centri per l’impiego per far fronte al Reddito di Cittadinanza, ha confermato il suo giudizio negativo sul provvedimento del governo giallo-verde, evidenziando come gli stessi numeri dimostrino il fallimento annunciato. Per l’esponente della giunta regionale le politiche puramente assistenzialiste, non solo non sono utili, ma si rivelano addirittura dannose. La Chiorino ritiene, invece, che occorra puntare sulle politiche attive – in particolare sull’orientamento e sulla formazione, come la Regione sta facendo da più di un anno – con misure che favoriscano davvero l’occupazione.

Redazione

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