Nel silenzio generale, il ministro dell’istruzione e del merito Giuseppe Valditara sta intervenendo sugli assetti della scuola italiana attraverso decreti e provvedimenti che, secondo la FLC CGIL, introducono un’impostazione più punitiva e orientata al mondo del lavoro.
Per il sindacato, la riforma degli istituti tecnici non risponderebbe a una reale esigenza, considerando che questo indirizzo copre stabilmente circa il 30% delle iscrizioni e rappresenta un settore consolidato del sistema scolastico.
Secondo la FLC CGIL, il disegno di riforma ridisegna l’istruzione tecnica in senso più funzionale alle esigenze del mercato e delle imprese, con una riduzione del tempo scuola e un progressivo spostamento verso una formazione intesa come addestramento al lavoro.
Tagli alle ore e riduzione delle discipline
Nel dettaglio, il comunicato segnala una riduzione complessiva delle ore di insegnamento nelle discipline di base pari a 627 ore nel quinquennio. In particolare, vengono indicate una diminuzione di 33 ore di lingua italiana e di 132 ore di scienze integrate nell’area generale.U
lteriori riduzioni riguardano la parte flessibile del curricolo, con 561 ore sottratte alle discipline caratterizzanti l’indirizzo, oltre a 66 ore in meno nel quinto anno, che scende a 990 ore complessive rispetto alle 1056 del modello precedente.
Secondo i dati riportati, nei nuovi istituti tecnici si registrerebbe un saldo negativo di 576 docenti, frutto di un aumento degli insegnanti tecnico-pratici (+1.104) e di un taglio di 1.680 docenti nelle discipline di base.
Per la FLC CGIL, questa impostazione rifletterebbe una scelta ideologica che rafforza l’apprendimento on the job e l’apprendistato a discapito della formazione culturale, con possibili effetti su organici, stabilizzazioni e precariato.
Le critiche e lo stato di agitazione
Il sindacato sottolinea inoltre che il Consiglio superiore della pubblica istruzione (CSPI), nella seduta del 10 aprile, ha espresso valutazioni critiche sullo schema di decreto relativo alle tabelle di corrispondenza tra classi di concorso e nuove discipline.
La FLC CGIL chiede il rinvio della riforma e l’apertura di un confronto più approfondito, ritenendo l’impianto complessivo non migliorativo del sistema scolastico e finalizzato principalmente a riduzioni di organico.
In questa direzione, il 1° aprile 2026 è stato proclamato lo stato di agitazione del personale degli istituti tecnici, inclusa la dirigenza scolastica, per le criticità legate alla riduzione delle ore e alla conseguente diminuzione dei posti di lavoro.
In attesa del confronto con il Ministero del lavoro e il MIM, previsto per il 22 aprile, la FLC CGIL di Asti ha organizzato un volantinaggio nel centro cittadino per il 21 aprile e un’assemblea sindacale per il 27 aprile rivolta agli istituti superiori della provincia.














