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Economia e lavoro | 02 novembre 2020, 19:37

Il grido di dolore dei commercianti astigiani: "Aiutateci a non far morire le nostre attività" [VIDEO e FOTOGALLERY]

Nuovo flash mob, in piazza San Secondo, per sensibilizzare sulle gravi conseguenze economiche causate dal DPCM della scorsa settimana. In piazza anche il sindaco Rasero e il suo vice Marcello Coppo

Foto di Efrem Zanchettin - Merfephoto

Foto di Efrem Zanchettin - Merfephoto

Ad una settimana dalla prima manifestazione (CLICCA QUI per rileggere l’articolo), i commercianti astigiani sono nuovamente tornati in piazza San Secondo per un nuovo flash mob finalizzato a sensibilizzare l’opinione pubblica sulle pesantissime conseguenze economiche provocate alle loro attività dal DPCM che impone la chiusura alle ore 18.

In piazza, quindi, ristoratori e baristi ma non soltanto: come vi abbiamo documentato con una diretta trasmessa sul nostro sito e sulla nostra pagina Facebook, tra i commercianti in piazza vi erano anche titolari di palestre (compreso il neo presidente del Consiglio comunale Walter Rizzo, che ha preso la parola) e altri colleghi che hanno voluto esprimere la propria solidarietà.

Vicinanza espressa – tanto essendo presente in piazza insieme al suo vice Marcello Coppo, quanto per tramite di una dichiarazione rilasciata ai nostri microfoni – anche dal sindaco di Asti Maurizio Rasero, destinatario (insieme al prefetto Alfonso Terribile e al già citato Coppo, anche assessore alle Attività Produttive) di una lettera letta in piazza che riportiamo integralmente di seguito.

L'APPELLO A PREFETTO, SINDACO E VICESINDACO

Servono cure.

Servono cure mirate, di sostegno al settori maggiormente in crisi come quello della nstorazione. della somministrazione o dell'intrattenimento. Servono cure ora, ma non di meno serviranno cure quando potremo tornare a svolgere il nostro lavoro, per il quale abbiamo sacrificato momenti importanti delle nostro vite e per d quale abbiamo Investito tutto il nostro sudore, le nostre energie ed il nostro denaro

Abbiamo bisogno di non essere lasciati soli, di essere curati, in particolar Modo dalla politica locale e dalla nostro rappresentanza di governo. di fronte a questo momento cosi drammatico per la nostra categoria. Non vi chiediamo di correggere gli orari di apertura oppure innesti di liquidita nelle nostre aziende, che sappiamo bene non spettino a Voi come onere nè come possibilità. Vi chiediamo di studiare insieme misure di sostegno tangibili, che possano rientrare nelle Vostre possibilità e nelle Vostre competenze. Vi chiediamo di studiare insieme misure di filando concrete, per quando potremo tornare a lavorare a pieno regime. Vi chiediamo soprattutto di essere consapevoli del nostro sacrificio e della dignità con la quale lo stiamo affrontando.

Vi ricordiamo che, chiudendo i locali di ritrovo, si chiudono anche le Città, con meno luci, meno insegne, meno socialità e meno qualità della vita.

Dobbiamo fare presto. servono cure e servono subito.

Grazie per l' attenzione che ci state prestando, è per noi tutti una prima ancora dì speranza.

Gabriele Massaro

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