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Attualità | 11 gennaio 2021, 13:07

Con la nuova legge, “prima i piemontesi” nelle assegnazioni delle case popolari

Lo ha annunciato l’assessore Chiara Caucino, rimarcando che la norma supporterà anche le famiglie monogenitoriali

Facciata di un alloggio di edilizia popolare

I cittadini piemontesi avranno una corsia preferenziale nell’assegnazione delle case popolari. Lo ha annunciato l’assessore regionale al Welfare (con delega alla Casa) Chiara Caucino, sottolineando come presto quanto promesso a inizio mandato diverrà realtà. Una circostanza, inserita nel regolamento della nuova legge regionale, che verrà presto approvata, consentirà ai cittadini piemontesi di poter usufruire di un punteggio più elevato in graduatoria, mettendo così fine a una serie di situazioni non equilibrate che si sono verificate in passato. Non un provvedimento discriminatorio -, si precisa dall’assessorato –, ma un’iniziativa che rende giustizia a migliaia di famiglie che, in questi anni, si sono viste “scavalcare” subendo gravi ingiustizie e disagi.

La nuova norma, in particolare, va a modificare l’articolo 8 della legge 3 del 2010, concedendo punteggi aggiuntivi a residenti da 15, 20 o 25 anni. Non solo: sarà previsto un meccanismo di premialità anche per le famiglie con un solo genitore che vive con figli minori. “Con questo – spiegano dall’assessorato – la Regione non va in alcun modo a discriminare gli stranieri, che, se in regola e residenti in Piemonte da diversi anni, potranno usufruire dei medesimi vantaggi”.

L’esigenza di una nuova legge - afferma Caucino - deriva dal sostanziale superamento della normativa regionale introdotta nel 2010, ormai superata anche da successive disposizioni statali in materia. E’ quindi indispensabile attuare una rimodulazione delle disposizioni riguardo all’alienazione degli alloggi di edilizia sociale, alla luce anche della situazione economica delle Agenzie Territoriali per la Casa e di una società che a causa di due crisi economico finanziarie e dell’attuale pandemia si caratterizza per l’emergere preoccupante di nuove povertà che, come assessore al Welfare, ho il dovere di combattere. Nella nuova legge abbiamo ritenuto giusto privilegiare i residenti in Piemonte da lunga data che hanno certamente contribuito a sostenere la comunità alla quale appartengono. Allo stesso tempo abbiamo voluto venire incontro a madri e padri che vivono soli con figli minori a carico”.

Redazione

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