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Il Punto di Beppe Gandolfo | 05 aprile 2021, 07:00

Un Piemonte senza bambini?

Nell'anno passato in Piemonte sono nati poco più di 27mila bambini. Si tratta di un record negativo rispetto al passato

Un Piemonte senza bambini?

Nell'anno passato in Piemonte sono nati poco più di 27mila bambini. Si tratta di un record negativo rispetto al passato: negli anni Cinquanta le nascite sfioravano le 40mila unità e durante il baby boom degli anni Sessanta avevano raggiunto le 65mila unità. Le province di Cuneo, Novara e Torino, quelle con il più alto indice di natalità mentre Asti, Biella e Alessandria, quelle con il più basso.

Culle vuote: colpa del Covid. Sarebbe troppo facile adottare questa equazione. La realtà è che questo trend di decrescita pare ormai irreversibile e prosegue da una decina di anni. Una delle principali cause del forte calo di nascite sta nella diminuzione delle donne in età fertile, all’ incirca quelle fra i 15-49anni: nel 2019 erano quasi 832mila, il 14 per cento in meno delle 971.800 donne nel 2010. In dieci anni, in Piemonte, è diminuito di circa 140mila soggetti, il numero complessivo di persone di sesso femminile. Quindi meno possibili mamme, meno neonati. E’ ovvio.

Fin qui i dati, le statistiche. Ma non possiamo fermarci ai freddi numeri. Qui è in gioco il nostro futuro. Egoisticamente mi verrebbe da dire: chi verserà i contributi per pagare le nostre pensioni?

Ma uscendo dal proprio orticello, è indubbio che non si può non fare i conti con la crisi economica che ha avuto e ha un forte impatto sull’incertezza nel futuro: i nostri giovani restano per più anni in casa con papà e mamma, quindi viene sempre più spostata in avanti l’età per la scelta di avere il primo figlio. Non si può nemmeno non tener conto del fatto che il mondo del lavoro è ancora molto maschilista. Per una donna è molto più difficile conciliare la maternità con la professione rispetto ad un uomo, mancano strutture e supporti.

Ci salveranno gli immigrati? Nel Terzo e Quarto Mondo, al contrario che qui da noi, si fanno sempre più figli, e per non morire di fame saranno costretti a emigrare.

Chi oggi grida ai quattro venti: "Prima gli Italiani" – a mio umile giudizio – dovrebbe confrontarsi con questi freddi numeri.

Beppe Gandolfo

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