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Attualità | 30 aprile 2021, 19:03

Il Piano strategico di sviluppo dell'Astigiano, prende forma. Presentata oggi l'analisi Swot

Sul tavolo cinque macrotemi: trasporti, sanità, enomeccanica, transizione ecologica, digitalizzazione. Sacco: "Un atto di amore dell'Università per il territorio"

Il Piano strategico di sviluppo dell'Astigiano, prende forma. Presentata oggi l'analisi Swot

Cinque macrotemi per sette linee strategiche. Il piano per lo sviluppo territoriale della provincia di Asti, oggi ha presentato i suoi obiettivi a lungo termine dopo diversi incontri con stakeholder, enti, associazioni del territorio.

"Un atto di amore dell'università per l'Astigiano", così il presidente di Astiss Mario Sacco ha voluto definire il lavoro dell'università in collaborazione con l'università di Torino e il politecnico e i tanti incontri con gli stakeholders per arrivare alla definizione del piano vero e proprio.

Il tavolo tornerà a riunirsi il 5 maggio ed è coordinato dal responsabile scientifico professor Giulio Mondini.

Il piano analizza i punti di forza, debolezza opportunità e minacce

Il piano ha condotto un’analisi Swot (strenghts, weaknesses, opportunities threats) che ha preso in esame, appunto, i punti di forza, debolezza, opportunità e minacce di trasporti, sanità, enomeccanica, transizione ecologica, digitalizzazione.

Un territorio vivo-ha spiegato il professor Mondini - è capace di scommettere sul futuro”.

E indubbiamente le scommesse sono ambiziose.

Dalle infrastrutture, alla scuola, dalla sanità all'ambiente

Tra i nuovi progetti che faranno conto sul Recovery fund, la realizzazione di nuove infrastrutture relative al servizio idrico integrato e messa in sicurezza delle strutture scolastiche, la gestione rifiuti e produzione energia rinnovabile.

La comunità sarà sempre più multiculturale e una piccola città non può pensare di rimanerne fuori-

ha spiegato ancora Mondini rimarcando che sarà data priorità alla valorizzazione del sistema culturale e la realizzazione del Museo degli Arazzi.

Anche i trasporti sostenibili al centro dell’analisi e una diffusa copertura internet su tutto il territorio.

Ad Asti si devono 'pensare' gli immobili vuoti

La sanità avrà un punto cruciale nel piano, come ha voluto rimarcare il professor Giorgio Calabrese, coordinatore del Comitato Tecnico-Scientifico: "Entro il 2026 saranno costruiti in italia ospedali e strutture. Noi ad Asti dobbiamo pensare a come riempire i nostri immobili vuoti".

Nelle intenzioni del piano la realizzazione di case di comunità, riqualificazione di strutture ospedaliere e il potenziamento della telemedicina, senza dimenticare la formazione continua per la cura e il benessere, promuovendo proprio forme di turismo sostenibile e del benessere.

La Pubblica Amministrazione dovrà essere digitalizzata con la realizzazione di una piattaforma digitale dei musei e la scuola dovrà essere adeguata per le nuove generazioni digitali.

L'enomeccanica diventi l'ottavo polo del Piemonte

"Vogliamo essere responsabili per chi non è ancora nato - ha spiegato Mondini - La resilienza ci da un territorio in grado di riprenderci e costruire".

Il vero punto di forza del futuro dovrà essere, nelle intenzioni del piano, l'attenzione all'enomeccanica, grande eccellenza del territorio. "Una vera cultura del vino, dalla vigna ai tappi", spiega Mondino, ma è Mario Sacco a sottolineare che: "Sarà chiesto alla Regione di riconoscere Asti come ottavo Polo del Piemonte come centro di innovazione in questo campo".

La ferrovia dell'Unesco

Naturalmente il paesaggio deve valorizzare il territorio ed ecco che si torna a pensare alla Ferrovia dell'Unesco, con la valorizzazione del paesaggio attraverso Musei diffusi a cielo aperto e un osservatorio che monitori il territorio in collaborazione con l'Osservatorio del Paesaggio.

Il sindaco Maurizio Rasero: "C'è una visione di insieme sul territorio. Oltre 70 stakeholder partecipano a  questo nuovo tavolo di sviluppo. Uno strumento per fare programmazione sui prossimi 15/20 anni e verificare come dotarci di strumenti lavorando tutti insieme. L'università si è dotata della grande professionalità di Giulio Mondini e già due progetti importanti partiranno proprio da qui. Due schede presentate infatti riguardano il campus universitario e il recupero della palazzina comando".

Con il professor Mondini hanno lavorato Marta Bottero, Vanessa Assumma, Giulia Datola.

In allegato il dossier completo del piano.

Betty Martinelli

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