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Cultura e tempo libero | 05 agosto 2021, 17:00

Vacanze nell’Astigiano: dal Belgio a caccia di Gandolfino

Terza puntata sulle vacanze di Jan Merks e Anne Claers, belgi in giro nell’Astigiano, oggi a caccia della grande arte rinascimentale di Gandolfino

Natività di Gandolfino al refettorio del Seminario Vescovile di Asti

Natività di Gandolfino al refettorio del Seminario Vescovile di Asti

Hi, David. Anne tried to find the location of Gandolfino's paintings in Asti, unfortunately with little success. Could you help me? So then I'll tell you.

Sono le nove passate di una calda sera di metà luglio, mercoledì 14 scorso per precisione, ed ecco Jan a chiedere dove poter trovare opere di Gandolfino, a battere cassa con quel suo So then I’ll tell you: così poi ti racconto.

Per i nuovi arrivati, Anne e Jan sono una coppia di turisti belgi in giro per qualche giorno tra Asti e Astigiano, seguendo le grandi passioni di lei: arte antica e jogging. Arrivati il 14 mattina ad Asti hanno subito visitato gli splendori di Viatosto e, nel definire il programma del giorno dopo si sono, anzi, si è scontrata con l’assenza di notizia alcuna sul sito di promozione turistica locale, quello della ATL, attorno alla figura di questo grande artista astigiano esploso maestosamente, per qualità e quantità, a cavallo tra ‘400 e ‘500.

Conosco Jan da un paio d’anni e per questo il patto tra noi attorno alla sua vacanza con la nuova giovane compagna è stato una roba del tipo: io ti racconto i nostri giri e tu mi dai qualche suggerimento, dato e chicca per far bella figura con Anne.

E allora, come richiesto, gli ho subito girato un possibile percorso astigiano a caccia di Gandolfino. Li ho fatti partire dalla Cattedrale per immergersi subito nella quantità, non solo delle opere pittoriche obiettivo, ce ne sono ben quattro, ma in tutto il grandioso contorno artistico e monumentale che c’è dentro e fuori. Pare che Anne pur se emozionata dal ritrovare composizioni e stili vicini ai suoi amati fiamminghi, abbia protestato non poco per la contestualizzazione barocca dei quadri. Eccessi da purista passati in un lampo. Da lì, via Carducci fino al refettorio del Seminario Vescovile di piazza Catena per rimirare la Natività con i santi Bartolomeo e Benedetto, quella in foto. Due passi fino a piazza Roma ed eccoli suonare alla sede della Fondazione Cassa di Risparmio di Asti chiedendo in uno stentato italiano: Possibile vedere Gandolfino? Incredibilmente gli aprono, forse non avendo capito la richiesta o molto probabilmente per l’empatia e la speranza che sprizzavano dalla faccia di Anne nel motitor di controllo accesso. Accolti splendidamente li hanno accompagnati fino nella sala riunioni. Aperta la porta d’entrata Anne non è riuscita a trattetere un gutturale wooow, dedicato alla spettacolare Madonna col Bambino ed Angeli proprio di fronte, replicato gustandosi il dipinto della Madonna di Loreto e Santi Secondo e Calocero, sulla parete opposta. Prachtig metafysisc, magnificamente metafisico, il suo emozionato commento. Poi via Aliberti fino in piazza San Secondo, in Collegiata ad appassionarsi con la magnifica ricchezza del polittico a soggetto Adorazione dei Magi. Altro wooow di Anne, unito al suggerimento di mettere almeno un faretto che ne illuminasse il grande valore.

Pare la cultura stimoli l’appetito e nei suggerimenti dati a Jan bisognava tenerne conto, tanto quanto il disinteresse di lei a “perdere tempo” in ristoranti o simili. E allora scorta di salumi e formaggi spettacolari in piazza Statuto, con un occhio alla torre Beltramenga Scarampa. E qui un grazie da Jan c’è stato tutto nell’avegli fatto un figurone raccontando l’erronea denominazione della targa con su scritto Torre dei Guttuari.

Farli rilassare un attimo, mangiando qualcosa di veloce, all’ombra di grandi alberi e sdraiati sull’erba, mi sembrava un bel colpo di teatro. E allora, due passi fino al Parco della Resistenza. L’idea è piaciuta, così come la presenza di un parco in pieno centro, ma i canoni del nord Europa in tema di gestione del verde pubblico sono evidentemente lontani da quelli astigiani. Insomma, il loro sunto: bello, ma tenuto male. Nonostante questo si sono appisolati, complice l’assenza quasi totale di fruitori del parco. Alle tre e mezza Anne, appena sveglia, ha urlato: Het is half vier!, sono le tre e mezza! Voleva replicare la bella corsa del giorno prima da Mombarone, dove erano alloggiati, con meta le Casegrotta e dintorni. Non c’era più tempo per gli ultimi due posti suggeriti: Santa Maria nuova per altro opera Gandolfino e, lì vicino, San Pietro in Consavia quale complesso monumentale unico, dove annusare Medioevo a mille. Li avrebbero visitati il giorno dopo, prima di partire verso sud. Ma ne parliamo giovedì prossimo.

Davide Palazzetti

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