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Attualità | 11 agosto 2021, 09:07

Morto sul lavoro, il cordoglio di Cgil, Cisl e Uil, per la morte di Giorgio Tibaldi

"Un altro lavoratore che non tornerà a casa. Non è tempo di chiacchiere, occorre una nuova legge sulla sicurezza"

Morto sul lavoro, il cordoglio di Cgil, Cisl e Uil, per la morte di Giorgio Tibaldi

Sulla morte di Giorgio Tibaldi, il tecnico di 56 anni del Torinese, morto ieri ad Asti mentre effettuava dei lavori ad una cella frigorifera, arriva anche il cordoglio di Cgil, Cisl e Uil.

"Come Cgil, Cisl e Uil, scrivono, esprimiamo il nostro cordoglio e la nostra vicinanza alla famiglia Tibaldi e ci auguriamo che si faccia presto luce sull’accaduto e, nel caso ci fossero, si accertino le responsabilità, da parte degli organi competenti".

Dall’inizio dell’anno sono stati più di 530 i morti sul lavoro e "il Governo non ha ancora dato il via alle assunzioni promesse negli ispettorati del lavoro né negli altri organi ispettivi, contestualmente il Parlamento non ha ancora emanato una legge che preveda norme più dure per le imprese che non rispettano le norme sulla sicurezza e che mettono al primo posto il profitto rispetto alla salute ed alla incolumità delle lavoratrici e dei lavoratori. Intanto la strage continua".

"Non è tempo di chiacchiere e di tentennamenti, concludono. Occorre immediatamente una nuova legge sulla sicurezza nei posti di lavoro, potenziare gli organici e stanziare le risorse per le politiche sulla formazione e per la sicurezza".

Al direttore

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