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Solidarietà | 21 ottobre 2021, 15:41

Finanziato dalla Regione un progetto di cooperazione internazionale promosso dalla madre di Moise Kean

La donna si era rivolta all’assessore Cotto per perorare un progetto in favore della popolazione di Bledy-Deya, in Costa d’Avorio

Finanziato dalla Regione un progetto di cooperazione internazionale promosso dalla madre di Moise Kean

La Regione Piemonte ha approvato l’ammissibilità al finanziamento del progetto di cooperazione decentrata in Costa d’Avorio presentato dal Comune di Asti in risposta al bando “Piemonte e Africa sub-sahariana. Anno 2020 - Partenariati territoriali per un futuro sostenibile”.

Isabelle Kela Dehe, mamma di Giovanni e Moise Kean, giovane calciatore cresciuto ad Asti e ora in forza alla Juventus e membro della Nazionale Italiana Calcio, aveva manifestato all’assessore Mariangela Cotto il desiderio di realizzare un progetto per aiutare i propri connazionali, ed in particolare i giovani. Quest’ultima, condividendo l’obiettivo e convinta che la cooperazione decentrata sia uno strumento da valorizzare, ha manifestato l’indirizzo di predisporre un progetto.

“Solo con una cooperazione decentrata bene strutturata – commenta l’assessore Mariangela Cotto - si può operare concretamente per contenere la spinta all’abbandono del proprio Paese d’origine e all’emigrazione”. Il progetto, preparato dal servizio ricerca finanziamenti, prevede la realizzazione - in stretta collaborazione con il Comune di Bledy-Deya, nella Regione di Cavally della Costa D’Avorio, una delle terre d’Africa più ricche di materie prime ma martoriate da guerre e sfruttamento e con un altissimo tasso di esodi verso l’Europa - di una falegnameria.

Secondo il modello di cooperazione decentrata, il progetto prevede la collaborazione tra due territori rappresentati rispettivamente dagli enti locali e da una rete di altri attori funzionali alla realizzazione delle attività progettuali. “Abbiamo appreso con soddisfazione – commenta il sindaco Maurizio Raseroil finanziamento di un progetto che consente di aiutare a creare prospettive di lavoro a giovani che una volta formati rientreranno nel proprio Paese d’origine e ad altri che in mancanza di alternative sarebbero stati costretti ad avventurarsi in viaggi della fortuna”.

Redazione

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