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Cronaca | 27 novembre 2021, 09:43

La Guardia di Finanza di Asti smaschera 45 furbetti del reddito di cittadinanza. Oltre 700mila euro percepiti indebitamente

Tra di loro anche due imprenditori, soci al 50% ciascuno, di una società con sede ad Asti, esercente attività di commercio all’ingrosso di materiale ferroso, che nonostante un volume d’affari, per il 2020, pari a 1 milione di euro, avevano percepito il sussidio

La Guardia di Finanza di Asti smaschera 45 furbetti del reddito di cittadinanza. Oltre 700mila euro percepiti indebitamente

Percepivano il reddito di cittadinanza pur non avendone i requisiti.

Con l'operazione "Big Family" il Nucleo di polizia economico finanziaria della Guardia di Finanza di Asti, in sinergia con l'Inps, ha smascherato 45 furbetti del reddito di cittadinanza, per un importo complessivo di 725mila euro, di cui circa 340mila euro ancora da erogare e che saranno bloccati.  

Il reddito di cittadinanza è riconosciuto ai nuclei familiari in possesso, all’atto della presentazione della domanda e per tutta la durata dell’erogazione del beneficio, di particolari requisiti di cittadinanza, residenza, soggiorno, reddituali e patrimoniali, ovvero l’omessa comunicazione di variazioni che inibiscono la continuazione della percezione della misura di sostegno rispetto alle condizioni possedute all’atto della domanda.

Il "trucco"

Gli accertamenti delle Fiamme Gialle astigiane, partendo dalle informazioni contenute nelle banche dati messe a disposizione dall’INPS sulla base dell’intesa stipulata con il Corpo, hanno preso in esame i dati autocertificati necessari a richiedere il beneficio patrimoniale scoprendo che i 45 nuclei familiari oggetto d’indagine, indicati nelle autodichiarazioni presentate all’Istituto di Previdenza, erano discordanti dall’effettivo dato presente all’Anagrafe del Comune di Asti sugli stati di famiglia cui appartengono i denunciati. 

In sostanza, i segnalati indicavano arbitrariamente la composizione delle famiglie, suddividendo il proprio nucleo familiare, al momento della presentazione della dichiarazione ISEE, al fine di ottenere un maggior numero di contributi, a differenza di come previsto dalla normativa, che prevede massimo un beneficiario per ogni nucleo familiare.

C'è anche chi si "dimentica" di dichiarare l'acquisto di una casa

Tra i 45 denunciati sono emerse altre casistiche di indebite percezioni del beneficio, tra le quali le più emblematiche sono quelle riguardanti: due imprenditroi, soci al 50% ciascuno, di una società con sede ad Asti, esercente attività di commercio all’ingrosso di materiale ferroso, che nonostante un volume d’affari, per il 2020, pari a 1 milione di euro, hanno beneficiato del reddito di cittadinanza; particolare anche la vicenda di una donna che non aveva comunicato (come previsto) nella domanda presentata all’INPS l’acquisto di un immobile del valore di 200mila euro.  

I 45 "furbetti" sono stati denunciati.

Redazione

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