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Attualità | 01 gennaio 2022, 10:45

Morti sul lavoro: l'Astigiano 31esimo posto nazionale per incidenza di decessi

Il bilancio, riferito ai primi 11 mesi del 2021, prende in esame il rapporto tra infortuni mortali e totale di lavoratori occupati

Quello delle costruzioni resta il settore con maggior numero di infortuni mortali

Quello delle costruzioni resta il settore con maggior numero di infortuni mortali

Pur essendo per forza di cose ancora parziali – ovvero riferiti ai primi 11 mesi dell’anno appena conclusosi, il bilancio dell’intero 2021 verrà diffuso nelle prossime settimane – i numeri forniti dall’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro Vega Engineering di Mestre, che ha elaborato dati ufficiali dell'INAIL, forniscono un quadro ben definito del rischio di morte per i lavoratori italiani.

L’Osservatorio ha suddiviso le regioni italiane in quattro fasce di gravità decrescente: rossa, arancione, gialla e bianca. Il Piemonte è stato inserito in arancione, con Trentino Alto Adige, Marche e Friuli Venezia Giulia. In rosso troviamo Puglia, Campania, Basilicata, Umbria, Molise, Abruzzo e Valle D’Aosta. In gialla Liguria, Lazio, Sicilia, Veneto, Emilia Romagna, Sardegna e Toscana. Infine, in zona bianca, Lombardia e Calabria (sul sito www.vegaengineering.com sono disponibili i grafici e i dati completi).

UN DRAMMA CHE NON CONOSCE FINE

“Nei primi undici mesi del 2021 si sono contati già 1.116 morti sul lavoro: un dramma che non conosce fine – ha commentato Mauro Rossato, presidente dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro Vega Engineering – Ma i numeri assoluti non bastano a definire l’emergenza nel Paese. Perché, come diciamo da sempre, è l’indice di incidenza della mortalità, cioè il rapporto degli infortuni mortali rispetto alla popolazione lavorativa, a descrivere correttamente e obiettivamente l’emergenza, regione per regione. Ed è così che la Lombardia - che conta il maggior numero di vittime in Italia, ma anche il maggior numero di persone occupate - è anche quella più sicura, perché l’incidenza di mortalità è la più bassa d’Italia”.

IL PIEMONTE QUARTA REGIONE ITALIANA PER INCIDENZA DI DECESSI SUL LAVORO

Le statistiche, infatti, non fanno riferimento a valori assoluti ma bensì al rapporto tra il numero di persone occupate e quello degli incidenti mortali che vedono il maggior numero di vittime in Lombardia (107), seguita da Campania (101), Piemonte (79), Lazio (77), Emilia Romagna (76), Puglia (73), Veneto (70), Toscana (46), Sicilia (42), Abruzzo (35), Marche (25), Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia (23), Liguria (22), Umbria (21), Sardegna (17), Molise (15), Basilicata (14), Calabria (13) e Valle D’Aosta (3).

Per quanto concerne la suddivisione settoriale il maggior numero di sinistri mortali si conta, ancora una volta, nel settore delle costruzioni (111 vittime), seguito dalle attività manifatturiere (98), trasporto e magazzinaggio (87), commercio, riparazione di autoveicoli e motocicli (73).

MAGGIORMENTE A RISCHIO GLI OVER 65 

Mentre, guardando alle fasce d’età, quella più colpita è quella compresa tra i 45 e i 64 anni (606 su un totale di 882). Ma anche qui, valutando il dato rispetto al numero di occupati per fascia di età, si scopre che è più a rischio il lavoratore over 65, con un’incidenza di mortalità del 196,7, mentre tra i 55 e i 64 anni l’incidenza scende a 90,2, tra i 45 e i 54 anni a 38,6 e tra i 35 e 44 anni a 15,7. L’incidenza di mortalità minima è nella fascia di età tra 25 e 34 anni, pari a 11,3, mentre nella fascia dei più giovani, ossia tra 15 e 24 anni, l’incidenza risale a 28 infortuni mortali ogni milione di occupati.

Le donne decedute a seguito di incidenti sul lavoro sono state 85 sul già citato totale di 882, mentre gli stranieri sono 132. Infine il lunedì continua ad essere il giorno in cui si è verificato il maggior numero di infortuni nel periodo preso in esame.

TORINO QUARTO POSTO NAZIONALE PER NUMERO DI DECESSI, MA L'INCIDENZA E' MAGGIORE NEL VCO 

Anche guardando alle singole realtà provinciali piemontesi è ovviamente possibile ricavare due graduatorie ben distinte: una per numero totale di morti sul lavoro e una relativa l’incidenza dei decessi rispetto al numero di lavoratori occupati. Nel primo elenco troviamo Torino al quarto posto nazionale con 31 decessi (dato purtroppo incrementato dal crollo della gru avvenuto nelle scorse settimane), seguito da Cuneo (nona con 19 casi totali), Alessandria (14esima con 13 decessi), VCO (60esima con 6 decessi) e Asti, sessantunesima con 5 decessi.

Se invece si considera il rapporto tra infortuni e occupati, la prima provincia piemontese per incidenza di decessi risulta essere quella del VCO, terzo posto nazionale dietro Isernia e Campobasso. A seguire Alessandria (11esima) e Cuneo (13esima) e la nostra provincia, 31esima con 5 decessi a fronte di 90.015 occupati. Torino occupa invece il 61esimo posto, con 31 lavoratori deceduti su 906.691 occupati.

Files:
 Statistiche-Infortuni-sul-lavoro-Lavoro-Osservatorio-Sicurezza-Vega-Engineering-30-11-21 (1.0 MB)
 Incidenze-Morti-Lavoro-Province-Osservatorio-Sicurezza-Lavoro-Vega-Engineering-30-11-21 (307 kB)

Gabriele Massaro

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