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Politica | 25 gennaio 2022, 09:50

Fratelli d'Italia analizza la candidatura di Crivelli: "Più che una conferenza stampa, sembrava una seduta di psicanalisi collettiva"

Dura nota stampa, a firma di Coppo, Giacomini, Cirone e Bassi. "Non si è capito cosa vogliano fare o perché stiano insieme. Non sono riusciti neanche a dare risposte sui temi"

Fratelli d'Italia analizza la candidatura di Crivelli: "Più che una conferenza stampa, sembrava una seduta di psicanalisi collettiva"

Riceviamo e pubblichiamo una nota stampa di Fratelli d'Italia Asti, in merito alla candidatura a sindaco di Paolo Crivelli, per il centrosinistra.

Abbiamo seguito in differita la conferenza stampa di presentazione del candidato sindaco di Asti dott. Paolo Crivelli, sostenuto da realtà politiche e civiche astigiane tutte identificabili come di centrosinistra (poche) e di sinistra pura (tante).

La sinistra rappresentazione di quel tavolo, ci ha portato ad usare la fantasia e ad immaginare un imprenditore che, volendo investire nel sud Piemonte, arriva ad Asti, trovandosi davanti a quel tavolo. Questo investitore proverà a interloquire cercando di capire se ci sono le basi per insediarsi e, dall’altra parte, troverà un renziano pentito, una ex socialista ex forzista, due o tre ultraambientalisti e, per la maggior parte, tanti rifondaroli.

Facilmente in pochi minuti si alzerebbe e, ringraziando per l’attenzione (sempre se ne riceverà), se ne andrebbe da altre parti.

La mia è fantasia? Con Amazon, nella passata amministrazione di sinistra, successe così con le stesse persone.

Il lento e noioso procedere della conferenza ha confermato l’incubo appena descritto, perché è emersa una certa stanchezza nelle poche ma confuse idee prospettate. Non si è capito cosa vogliano fare o perché stiano insieme. Non sono riusciti neanche a dare risposte sui temi dei tanti sottoposti loro dalle domande dei giornalisti. 

L’unico mantra ripetuto è il “NOI, non l'io” ma più che NOI pare sia stata la rappresentazione di “Uni, nessuno, centomila” dove il vero obiettivo è quello di eliminare le identità della coalizione per partorire il nulla, più che una conferenza stampa pareva una seduta di psicanalisi collettiva piena di sensi di colpa di essere stati qualcuno di cui non si ha o non si vuole più memoria, una corsa a nascondere con vergogna i propri “IO” impolverati sotto il tappeto del “noi”.

Viene così spontaneo rispondere noi, che di identità ne abbiamo da vendere, ad alcune di queste domande:

noi vogliamo fare il collegamento sud ovest della città;

noi vogliamo semplificare il piano regolatore per facilitare l'atterraggio di attività produttive nelle nostra città, così come abbiamo iniziato a fare;

noi abbiamo attuato la presentazione delle pratiche urbanistiche con la procedura telematica,

noi abbiamo portato il Magico Paese di Natale ad Asti;

noi stiamo creando le basi di un polo logistico utile anche per il retroporto di Genova;

noi siamo per una politica in aiuto della famiglia e della natalità;

noi vogliamo continuare il nostro lavoro per il superamento dei campi nomadi (abbiamo già più che dimezzato gli occupanti);

noi siamo di quella parte politica che ha deciso la fusione dell'Atl con quello di Alba per dare slancio al turismo.

Sul tema dell’ambiente e della sanità, che dovrebbero rappresentare i punto di forza della coalizione guidata dal candidato sindaco Paolo Crivelli, noi siamo di quelli che hanno fermato il teleriscaldamento a fianco all'ospedale, che ricordiamo essere stato un cavallo di battaglia della giunta Brignolo targata PD e sinistri vari, come ampiamente comunicato in quegli anni dalla moderatrice della conferenza di sabato scorso, allora addetta stampa di ASP nell’era Beccuti. 

Peccato che Cambiamo Asti non Quaglia e, più che cambiare Asti, abbia cambiato idea per la speranza effimera di una poltrona che da troppo tempo le manca.

Concludiamo con una riflessione spontanea che ci è venuta in mente nel sentire alcune dichiarazioni durante la conferenza stampa: la coalizione di centrosinistra, o meglio sinistracentro, afferma di aver scelto come candidato sindaco di Asti un medico per curare la città, la sensazione che è emersa prepotentemente invece è che il medico serva di più ai membri stanchi della coalizione di sinistra che, oltre a non avere le idee ben chiare, ha già perso dei pezzi.

Marcello Coppo

Luigi Giacomini

Cirone Federico

Paolo Bassi

Al direttore


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