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Attualità | 28 gennaio 2022, 17:30

Piscine sull'orlo del collasso: anche nell'Astigiano si va verso la serrata, prevista per il 6 febbraio

Luca Albonico, presidente CSR: "Siamo stati chiusi 300 giorni, abbiamo perso tanta utenza ma abbiamo resistito. Contro il caro bollette non abbiamo armi"

La piscina comunale di Asti

La piscina comunale di Asti

Sono rimaste chiuse 300 giorni e hanno perso tra il 30 e il 35% dell'utenza. E' il bilancio del comparto piscine, astigiano, piemontese e nazionale.

A tutto questo gli impianti natatori hanno retto, grazie al sostegno dei Comuni, come specifica Luca Albonico, presidente Csr - che gestisce la piscina comunale di Asti e gli impianti di Cuneo, Alba e Sommariva Perno - e presidente del Comitato Regionale FIN Piemonte e Valle d’Aosta. 

"Abbiamo tamponato la situazione perché, fortunatamente, i Comuni nostri interlocutori sono soggetti con cui è possibile dialogare per trovare una soluzione. E l'abbiamo trovata. Sul caro bollette, purtroppo, allo stato attuale non c'è soluzione".

Albonico evidenzia come le piscine siano attività estremamente energivore, dovendo scaldare l'acqua e l'aria. Le bollette sono schizzate e così non è possibile andare avanti.

A livello nazionale è stata decisa una serrata simbolica per il prossimo 6 febbraio. "In Piemonte stiamo raccogliendo le adesioni: probabilmente saranno chiusi anche i nostri impianti, ma al momento siamo ancora in fase di consultazione e valutazione. Si tratta di un'iniziativa tra le tante che abbiamo in programma. Non bisogna dimenticare che facciamo un servizio pubblico e gestiamo impianti pubblici. Abbiamo retto a due anni difficilissimi. Ora non possiamo reggere anche questa enorme impennata dei costi energetici. Se dobbiamo lavorare in perdita, chiudiamo".

È un grido di allarme nazionale quello che arriva dal mondo degli impianti natatori. A lanciarlo le principali sigle: AGISI, Assonuoto, Insieme si Vince, Piscine del Piemonte, Piscine Emilia Romagna e SIGIS riunite nel Coordinamento Associazioni Gestori Impianti Natatori rappresentato a livello nazionale da Marco Sublimi. A queste si aggiunge l’autorevole sostegno di Forum Piscine che da sempre rappresenta il punto di rifermento del comparto Piscine a livello internazionale.

Scrivono in un comunicato: "Gli aumenti sono superiori al 50%. In un impianto di medie dimensioni si registravano circa 20.000€ al mese di utenze, oggi siamo ben oltre 30.000€, ciò significa 120.000€ di rincari annui su un singolo impianto. Abbiamo deciso di fare un ultimo appello al Governo Nazionale e agli Enti Locali perché intervengano con urgenza e con misure all’altezza del problema, ma questa volta vogliamo che sia ben chiaro il risultato finale di questa ignavia: la chiusura degli impianti".

Per questa ragione domenica 6 febbraio chiuderemo le piscine.

Un atto forte, mai fatto prima d’ora, ma anche un atto responsabile perché non vogliamo che accada un disastro di questa portata nel silenzio di un Paese che ancora una volta non si occupa dello sport di base e non sembra capire quanto sia importante per la crescita delle giovani generazioni, forse le più colpite dalla pandemia.

Al momento le piscine del Piemonte sono in fase di adesione e la serrata non è confermata, anche se la volontà di partecipare all'iniziativa è tanta. "Si sta lavorando su più fronti. Quello della chiusura è un atto simbolico, che speriamo faccia riflettere sull'importanza del nostro settore", conclude Albonico.

Barbara Simonelli

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