“Lavorare stanca”, allora leggi | 23 luglio 2022, 12:00

Come riordinare la libreria

Tutto quello che c'è da sapere. Ce lo racconta Aurora Faletti, per la rubrica "Lavorare stanca. Allora leggi"

Come riordinare la libreria

“Pandemia, guerra, crisi di governo. Ma veramente io voglio scrivere sul riordinare una libreria? 

È una questione superficiale, frivola; quantomeno è una roba privilegiata, no?”

Sì, forse. O forse no. 

Nei libri c’è la storia dell’umanità, dai miti primigeni al disagio contemporaneo, il bene e il male, la vita e la morte, la felicità e la sofferenza; ci sono le conquiste e i fallimenti dei popoli, c’è il racconto di come i sentimenti, i sogni, le azioni e i gesti hanno prodotto le nostre vite, tanto diverse quanto simili nel loro destino. I libri vivono per sempre: sfidano la caducità del nostro essere e sono quindi l’unica cosa che ci fa sfiorare l’immortalità. 

In più, curiosare tra i libri è un’attività produttiva, come sostiene l’economista Gladwell “Anche quando sono costretto a perdere tempo online mi alzo regolarmente per raggiungere la mia libreria, perché sugli scaffali le idee si raggruppano in un modo diverso, più tematico e casuale” tipo Sherlock con la pipa, si tratta di andare dietro le quinte della nostra mente.

Allora ecco qualche idea per sistemare queste scaglie cartacee di esistenza, senza nessuna pretesa ma solo come una ricognizione. Ciascuna non esclude la successiva!

PER COLORE. Gradevole alla vista: macchie definite di colore su una parete. Per esperienza personale vi dico che però c’è un’altissima probabilità di essere considerati maniacali. 

PER CASA EDITRICE. Come la precedente anche questa modalità è più efficace se la quantità di libri crea una sufficiente area omogenea. Ma quanto arreda bene il bianco ottico sobrio ed elegante degli Einaudi? Ma quanto arreda bene una nicchia iconicamente pastellata di Adelphi? Ovviamente rimarrà sempre esclusa quella fetta di copertine talmente brutte da far rimpiangere di non essere grafici per porre rimedio a questa pietosa creazione.

PER GENERE. Qui, astigiani, andate da Libraccio (che ha appena inaugurato in Corso Alfieri 188) e prendete spunto dalle suddivisioni.

PER ALTEZZA. Come le foto di classe: gli alti dietro, i bassi davanti. 

AL CONTRARIO. Veniamo al complesso. Chi dispone i libri girati al contrario (non di costa ma con le pagine davanti) o è uno squilibrato, o è affascinato dalle foto di Pinterest che mostrano queste pareti di carta meravigliose e segrete. Oppure, come me, chi dispone i libri girati al contrario ha un rapporto intimo e selettivo con gli oggetti quasi fossero segni in cui identificarsi senza potersene liberare temendo di perdersi con loro. E allora i libri che ti hanno fatto cagare né li butti e né li rivendi: li giri al contrario. Tiè. 

COLLEGATI. Qui si tratta di vedere la libreria come un piccolo ecosistema fatto di libri vivi che si parlano, si conoscono e dove i personaggi si mescolano. È la “regola del buon vicino” formulata dallo storico dell’arte Warburg, secondo cui nella biblioteca ideale quando si cerca un libro si finisce per prendere quello che gli sta accanto. Vuol dire pensare ad ogni libro in relazione ad un altro, senza che trattino lo stesso argomento ma proiettando la propria mappa mentale attraverso il posizionamento dei volumi sulle mensole. Quindi per esempio io metterei Il lupo della steppa vicino a Memorie del sottosuolo, Borges vicino a Salinger, 1984 affianco a Il racconto dell’ancella e Valduga e Merini vicine. Fabio Volo lo metto di sotto, nella libreria di mamma, a tenere compagnia a Moccia e a scambiarsi i segreti del marketing con Baricco.

Chiaramente è un modo razionale e organizzato di concepire la propria biblioteca. 

Ho un amico che li dispone cronologicamente: li legge e li appoggia lì. Fine. 

Ognuno faccia come si sente, la libreria è uno spicchio di interiorità con cui siamo in profonda connessione.

L’unica cosa che conta è fare esperienza; avere fantasia, sviluppare idee, immaginare cose nuove, pensare soluzioni originali. E la libreria un po' è questa cosa qui: uno sterminato archivio di esperienze umane. 

Che poi vogliate dividerli per colore o usarli come divano è secondario, ma se vi venisse voglia di liberarvene, al contrario mio, fate un salto da Libraccio!

E già che ci siete girate intorno ai libri, fatevi prendere dalle vertigini, leggeteli intorno prima di leggerli dentro: è il piacere preliminare delle prospettive che può aprire la letteratura.

Aurora Faletti

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Aurora Faletti

Coltivatrice di libri. Ho vent’anni e un progetto su Instagram che si chiama “Letture”. Nasce dal bisogno di un confronto e da un’ardente passione, sebbene appena germogliata, per i libri.
Il nome della rubrica, riprendendo la raccolta poetica di Cesare Pavese “Lavorare stanca”, è un invito (quasi sfacciato!) alla lettura. Allora facciamoci compagnia e passeggiamo tra i borghi astigiani guidati da loro: i libri. Partiamo, senza fretta e con meraviglia!

Seguitemi https://www.instagram.com/_letture_/

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