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Attualità | 24 febbraio 2024, 12:44

A due anni dallo scoppio della guerra in Ucraina si chiede la fine delle ostilità anche in Palestina [FOTO E VIDEO]

Presidio questa mattina ad Asti in piazza San Secondo. "Cessate il fuoco, ora!". I numeri delle guerre coinvolgono migliaia di bambini. "No a tutte le guerre, no alla corsa al riarmo, no al razzismo e all'antisemitismo"

Foto e video di MerfePhoto

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Due anni oggi dallo scoppio della guerra in Ucraina che ha mietuto più di 10mila morti e le ostilità in Palestina aprono ferite mai davvero chiuse.

Ad Asti anche la Rete Welcoming unisce la propria voce ai tanti movimenti ed associazioni che da mesi chiedono la fine delle ostilità in Ucraina e in Palestina.

Questa mattina manifestazione presidio in piazza San Secondo per dire "Cessate il fuoco in Palestina e in Ucraina, no a tutte le guerre, no alla corsa al riarmo, no al razzismo e all'antisemitismo, per un mondo di pace, sicurezza e benessere per tutte e per tutti”, in adesione all'appello nazionale promosso da Europe for Peace, Rete Italiana Pace e Disarmo e Coalizione Assisi Pace giusta.

Alla manifestazione hanno partecipato diverse realtà della società civile, movimenti, reti, associazioni, sindacati, parrocchie, comitati locali, per esprimere la propria solidarietà alle popolazioni vittime dei conflitti in corso nella Striscia di Gaza e in Ucraina, chiedendo l'immediato cessate il fuoco e l'avvio di negoziati politici per una soluzione pacifica e duratura.

Vogliamo un mondo più giusto

Chiarisce Domenico Massano: "Asti partecipa con altre 110 piazze in risposta a 'Pace e disarmo', vogliamo un mondo in pace, crediamo nella diplomazia e dialogo. Investire in giustizia e politiche di pace è importante, ma anche manifestare pacificamente".

I manifestanti hanno denunciato la crescente spesa militare mondiale, che nel 2023 ha raggiunto il livello record di 2.000 miliardi di dollari, secondo i dati del SIPRI (Stockholm International Peace Research Institute), e chiesto il disarmo nucleare, la conversione delle industrie belliche, la riduzione delle basi militari straniere, il rispetto dei diritti umani e delle convenzioni internazionali.

No anche a razzismo e discriminazioni

Infine, nelle motivazioni si è sottolineato il rifiuto di ogni forma di razzismo, antisemitismo, xenofobia, discriminazione, violenza e odio, sottolineando la necessità di promuovere una cultura di pace, dialogo, accoglienza, integrazione, cooperazione e solidarietà tra i popoli.

In piazza San Secondo le lenzuola "macchiate di sangue" hanno voluto rendere l'appello ancora più forte. "Cessate il fuoco. ORA".

Betty Martinelli

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