/ Cronaca

Cronaca | 27 febbraio 2024, 15:04

Lo straziante grido di Floriana Floris: "Dio aiutami, non voglio morire"

Come rivelato dal consulente della PM, le fasi dell'aggressione costata la vita alla donna sono state documentate da video registrati dal suo smartphone

Paolo Riccone e Floriana Floris

Paolo Riccone e Floriana Floris

“Io mi chiudo in bagno. Dio aiuto! Dio aiutami, aiutami Dio!

Queste frasi sono le ultime che la quarantanovenne Floriana Floris ha pronunciato prima di venire ferita mortalmente dall’arma impugnata dall’uomo che sosteneva di amarla, ovvero il 50enne Paolo Riccone, che lo scorso 6 giugno l’ha uccisa nell’abitazione nell’abitazione di Incisa Scapaccino, di proprietà del padre dell’assassino, nella quale i due convivevano da qualche tempo, dopo che la donna aveva perso il lavoro causa conseguenze economiche del Covid (CLICCA QUI per rileggere l'articolo).

Quegli ultimi strazianti momenti sono stati ripresi dalla videocamera dello smartphone della vittima che – come emerso nel corso della prima udienza del processo che vede Riccone imputato di omicidio volontario aggravato davanti alla Corte d’Assise del Tribunale di Alessandria, competente per territorio – aveva attivato la videocamera per documentare ciò che stava accadendo (“Faccio questi video perché, se succede qualcosa, sapranno cosa mi hai fatto) e, forse, sperando di far desistere il compagno dal compiere gesti estremi.

L’esistenza dei filmati, ben sette, è stata citata nell’ambito della sua deposizione dal dottor Raffaele Pugliese, psichiatra nominato consulente del Pubblico Ministero Eleonora Guerra, che ha esaminato l’imputato precisando in aula di ritenerlo ‘capace di intendere e di volere’.

Il medico ha rievocato i concitati momenti dell’ultima giornata di vita di Floriana Floris che, sempre più esasperata dalla dipendenza del compagno da psicofarmaci, lo ha affrontato nel corso di un’ennesima lite al culmine della quale gli ha annunciato di volerlo lasciare. Questo non è amore – documentano, sempre stando alle dichiarazioni del medico, i filmati – Se mi tratti così voglio andarmene. Domani vado dai carabinieri e poi dagli assistenti sociali, prima che io ritorni a lavorare”.

Un proposito più che legittimo venuto meno a seguito della violenta aggressione da parte dell’imputato, che le avrebbe anche chiesto di “morire insieme” sentendosi rispondere “Io non voglio morire. Voglio vivere perché ho una figlia”.

A seguire urla, violenza, un vano tentativo di fuga e quell’ultimo, disperato appello: “Dio aiuto! Dio aiutami, aiutami Dio!”

Redazione

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A APRILE?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare" su Spreaker.

Telegram Segui il nostro giornale anche su Telegram! Ricevi tutti gli aggiornamenti in tempo reale iscrivendoti gratuitamente. UNISCITI

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium