Non si ferma solo alla cronaca di un rocambolesco inseguimento notturno tra le colline astigiane l'episodio che ha visto protagonista un trentaseienne, arrestato dopo aver forzato un posto di blocco e tentato la fuga per chilometri. La vicenda, che ha coinvolto i comuni di Cortanze, Montiglio, Frinco e Castell'Alfero fino alle porte del capoluogo, accende i riflettori sull'operato delle forze dell'ordine chiamate a intervenire in scenari ad alto rischio.
A intervenire sulla questione è la segreteria provinciale di Asti del Nuovo sindacato carabinieri (Nsc), che esprime "vivo compiacimento" e rivolge un plauso ai militari del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Villanova d'Asti e ai colleghi di Asti che hanno collaborato all'operazione.
Professionisti in prima linea
"I colleghi si sono distinti in una brillante operazione culminata con l'arresto di un soggetto per resistenza e violenza a pubblico ufficiale", afferma Davide Tufo, commissario regionale del Nuovo sindacato carabinieri Piemonte. L'intervento, scattato nella notte del 26 gennaio, ha richiesto nervi saldi e coordinamento perfetto.
"L'epilogo positivo è stato reso possibile solo grazie all'eccellente coordinamento, alla prontezza operativa e all'alto profilo professionale dei militari intervenuti, che hanno operato in condizioni di elevato rischio per la propria incolumità", prosegue Tufo, sottolineando come l'episodio evidenzi "lo straordinario impegno quotidiano dei carabinieri nel presidio del territorio, un compito spesso assolto in contesti critici e gravato da pesanti responsabilità personali".
Oltre l'arresto: la richiesta di tutele
L'episodio diventa anche l'occasione per rilanciare un tema caro al sindacato: la tutela giuridica ed economica di chi veste la divisa. Il Nuovo sindacato carabinieri ribadisce la propria determinazione nel sostenere la proposta di legge per il superamento del cosiddetto "atto dovuto", un meccanismo che spesso trascina i militari in iter giudiziari automatici anche quando hanno agito nel pieno rispetto delle regole.
"È fondamentale garantire che i militari non debbano subire conseguenze giudiziarie automatiche per aver adempiuto correttamente al proprio dovere e avere le doverose tutele economiche e di carriera", conclude la nota sindacale, invitando a sottoscrivere la proposta di legge attraverso la piattaforma dedicata.
Un richiamo che parte dalla cronaca locale per toccare temi di rilevanza nazionale, ricordando che dietro ogni intervento — come quello che ha portato al sequestro di oltre 20 grammi di sostanze sospette e all'arresto del fuggitivo — ci sono professionisti che meritano tutele adeguate al rischio che affrontano ogni giorno














