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Economia e lavoro | 11 aprile 2024, 10:15

Tra mistero e tradizione: storia di successo del Ruché di Castagnole Monferrato

Nasce in sette comuni astigiani e seduce con la sua morbidezza. Produzione che supera il milione di bottiglie

Un vigneto di Ruchè

Un vigneto di Ruchè

Il Ruchè di Castagnole Monferrato DOCG è un gioiello raro nascosto nelle colline del Monferrato astigiano. Questo vitigno autoctono, coltivato su terreni calcarei e asciutti baciati dal sole, ha iniziato a farsi strada nel cuore degli intenditori dalla fine degli anni ottanta, conquistando progressivamente una stima che oggi lo eleva a simbolo dell'unicità e della ricchezza del territorio.

Con le sue uve nere pregne di zuccheri e precursori aromatici, il Ruchè di Castagnole Monferrato DOCG nasce esclusivamente in sette comuni astigiani, dove la tradizione e l'innovazione si incontrano per dare vita a un vino di colore rosso rubino, leggermente aromatico. Ogni sorso accompagna in un viaggio sensoriale unico, tra note olfattive di rosa appassita, viola, spezie, e sapori che ricordano more, lamponi e prugne mature, arricchiti da un tocco di pepe nero. È un vino che seduce per la sua morbidezza e equilibrio, rappresentando con orgoglio l'essenza di circa 200 ettari vitati e una produzione annuale di più di un milione di bottiglie.

Una storia di mistero e leggende

La storia del Ruchè è avvolta nel mistero, tra leggende che lo legano a conventi benedettini scomparsi e ipotesi di antiche origini monastiche. Tuttavia, è nella storia recente che il Ruchè rivela il suo spirito indomabile: grazie alla visione di un parroco e al sostegno della comunità locale, è passato da umile vitigno a protagonista di una rinascita vinicola, guadagnandosi meritatamente la DOC nel 1987 e la DOCG nel 2010.

Al centro di questa rinascita c'è l'Associazione Produttori del Ruchè di Castagnole Monferrato DOCG, che unisce i migliori produttori sotto una bandiera comune, promuovendo il Ruchè e il suo territorio attraverso eventi in Italia e all'estero. Con 15 aziende al suo interno, l'Associazione si impegna a far conoscere il Ruchè a un pubblico sempre più vasto, mirando a consolidarne il posto tra i grandi vini del mondo.

Il Ruché sfida le convenzioni

Quanto agli abbinamenti, il Ruchè sfida le convenzioni. La sua succulenza, morbidezza e intensità olfattiva lo rendono incredibilmente versatile, capace di accompagnare sia i piatti tradizionali locali sia creazioni culinarie esotiche e piccanti. Questa apertura a combinazioni inedite, dallo zenzero ai piatti a base di tonno, conferma il Ruchè come un vino cosmopolita, pronto a conquistare i palati più diversificati.

Quello che abbiamo di fronte non è quindi semplicemente un vino, ma una vera e propria esplorazione sensoriale pronta a svelarsi, un emblema dell'identità di un territori; un vino che è diventato colonna portante dell'economia locale e che risplende sulla scena globale, guadagnandosi un posto d'onore tra i vini più prestigiosi e celebrati al mondo.

I.P.

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