C'è anche un astigiano protagonista della nuova azione dimostrativa del collettivo No Food No Science a Palazzo Te a Mantova. Domenica scorsa, a distanza di un anno dalla protesta che vide l’imbrattamento con letame di una teca di Picasso, alcuni attivisti hanno aperto striscioni contro il salumificio Levoni e hanno cosparso di farina il pavimento della Sala dei Giganti, lanciando anche finte banconote.
L’azione si è conclusa con l’arrivo dei carabinieri, che hanno identificato tre persone: un 25enne di Peschiera del Garda (Verona), un 46enne di Calamandrana, in provincia di Asti, e una 30enne di Mantova. Sul posto è intervenuta anche la Polizia Locale.
La chiusura temporanea del museo
Non appena accortisi della protesta, gli addetti alla sicurezza hanno invitato i turisti a uscire e la villa è stata temporaneamente chiusa. Palazzo Te è stato riaperto dopo una decina di minuti, mentre la Sala dei Giganti ha riaperto dopo circa 40 minuti dalla fine dell’azione.
Non è la prima volta che gli attivisti prendono di mira la Levoni, azienda produttrice di salumi, socia fondatrice della Fondazione Palazzo Te. Proteste si sono già verificate nelle ultime due edizioni di Food&Science e di Festivaletteratura, oltre a quella, più clamorosa, di un anno fa sempre a Palazzo Te. La richiesta del collettivo anti-specista è chiara: che Levoni "sia allontanata dalla Fondazione in quanto includerla consiste in una implicita legittimazione degli allevamenti intensivi e dei mattatoi".
Sull’accaduto è intervenuto il sindaco di Mantova, Mattia Palazzi: "Così di certo non aiutano la causa che vogliono sostenere – ha commentato –, ho massimo rispetto per le forme di manifestazioni non violente. Ma dovrebbero chiedersi, a distanza di anni e continuando in questo modo, che tipo di consenso e conoscenza hanno ottenuto. Peraltro generalizzare, come spesso fanno, non produce alcun passo avanti".














