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Attualità | 23 gennaio 2026, 17:40

Addio a Tersilla Argenta, il suo nome vivrà nella storia della paleontologia

Si è spenta a 97 anni. Nel 1996 in un terreno di sua proprietà vennero rinvenuti i resti fossili di una balenottera che visse nel Mare Padano

I resti della balenottera, uno dei reperti più importanti tra quelli custoditi nel Museo Paleontologico Astigiano

I resti della balenottera, uno dei reperti più importanti tra quelli custoditi nel Museo Paleontologico Astigiano

La comunità di San Marzanotto e l’intero territorio astigiano piangono la scomparsa di una figura divenuta, quasi per caso, simbolo di una delle scoperte scientifiche più rilevanti della zona. Tersilla Argenta ci ha lasciati all’età di 97 anni, ma il suo nome continuerà a riecheggiare nelle sale del Museo Paleontologico grazie a un legame indissolubile con il passato remoto di queste terre.

La sua casa, adagiata sulla collina di Val Donata, è stata il teatro di un ritrovamento che ha riscritto parte della storia locale. Nel 1996, un evento apparentemente banale come un piccolo smottamento di una carrareccia in mezzo alla vigna, portò alla luce qualcosa di straordinario: i resti di una balenottera fossile.

La scoperta tra i filari e la scelta del nome

Quello che accadde quasi trent'anni fa non fu solo un evento di interesse storico-scientifico, ma un momento di forte emozione collettiva. Quando si trattò di dare un'identità a quel gigante riemerso dalle argille, furono coinvolti direttamente i bambini delle scuole elementari. La scelta dei piccoli alunni fu unanime e affettuosa: decisero di chiamare il fossile Tersilla, in onore della proprietaria del terreno che aveva custodito quel segreto per millenni.

Il ritrovamento fu così significativo da portare all'organizzazione di una mostra a Palazzo Mazzetti, che registrò un successo straordinario, sancendo il legame tra la signora Argenta e il "suo" cetaceo.

Un reperto unico a livello mondiale

La "balena Tersilla" non è solo un reperto affettivo, ma un tesoro scientifico di inestimabile valore. Si tratta dello scheletro di una balenottera (misticete) risalente al Pliocene, un'epoca compresa tra i 3 e i 5 milioni di anni fa, quando il Mare Padano ricopriva l'attuale pianura.

Studi recenti hanno elevato ulteriormente l'importanza di questo esemplare: è stato infatti identificato come olotipo, ovvero il modello di riferimento unico per descrivere un genere o una specie nuovi per la scienza. Oggi, i resti sono esposti e valorizzati dal Museo Paleontologico Territoriale dell’Astigiano, dove Tersilla viene presentata come uno dei pezzi più rari nell'ambito dei progetti dedicati alle "balene preistoriche".

L'ultimo viaggio della balena

L'analisi dei fossili ha permesso di ricostruire anche gli ultimi istanti di vita dell'animale. Accanto allo scheletro, infatti, furono rinvenuti alcuni denti di pescecane. Questo dettaglio ha permesso agli studiosi di ipotizzare una fine drammatica: la balenottera fu probabilmente attaccata e uccisa da quei predatori preistorici.

Oggi, mentre la comunità saluta la signora Argenta, resta la certezza che il suo ricordo non svanirà. Come quel fossile riemerso dalla terra della sua vigna, il nome Tersilla è ormai parte integrante della storia e della cultura del territorio.

Redazione

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