22.782. Questo il numero delle nuove imprese del Piemonte nel 2025, 104 in meno rispetto all’anno precedente (-0,5%), mentre le cessazioni si sono fermate a 21.548, in calo di 1.720 unità rispetto al 2024 (-7,4%).
In questo modo, il saldo complessivo registra un +1.234 imprese, a fronte del segno negativo di -382 unità dell’anno precedente, con un tasso di crescita regionale dello 0,29%, ancora inferiore alla media nazionale (+0,96%).
“Il ritorno al segno positivo dimostra la resilienza del Piemonte che rialza la testa dopo la flessione del 2024. Sebbene la crescita sia meno intensa della media nazionale, il forte consolidamento delle società di capitale (+3,53%) testimonia un sistema produttivo regionale che punta su strutture più solide per affrontare le sfide del mercato - commenta Gian Paolo Coscia, presidente Unioncamere Piemonte - Resta però prioritario sostenere i settori in affanno e ridurre il divario tra i territori più dinamici e le province in sofferenza. In questo scenario, le Camere di commercio si confermano presidio indispensabile per interpretare i mutamenti economici e accompagnare le imprese verso la crescita. È solo attraverso il rafforzamento della nostra rete di servizi e l'ascolto diretto dei territori che potremo trasformare questa debole espansione in uno sviluppo strutturale e duraturo per l'intera regione”.
A fine dicembre 2025 il Registro imprese delle Camere di commercio piemontesi contava uno stock complessivo di 417.011 imprese. Tale consistenza permette al Piemonte di mantenere la settima posizione nel panorama nazionale, incidendo per il 7,1% sull'intero tessuto imprenditoriale italiano. La crescita però non è uniforme sul territorio: mentre province come Novara (+0,66%), Torino (+0,60%) e Cuneo (+0,11%) hanno contribuito positivamente alla dinamica regionale, altre realtà evidenziano segnali di difficoltà.
A livello provinciale, Asti si colloca tra le aree in sofferenza, con una flessione dello 0,37% del tessuto imprenditoriale. Situazione simile per Alessandria e Vercelli (-0,33%) e Biella (-0,41%), mentre il Verbano-Cusio-Ossola limita la contrazione allo -0,19%.
I settori che hanno sostenuto maggiormente la ripresa regionale sono stati gli altri servizi (+1,96%), il turismo (+0,54%) e le costruzioni (+0,23%), a fronte di contrazioni più significative in commercio (-1,13%), agricoltura (-2,11%) e industria (-0,89%).














