Da Asti al Sol Levante, passando per nove paesi e quattro continenti. La carriera dell'allenatore astigiano Flavio Gulinelli, 67 anni, è un viaggio senza sosta nel mondo della pallavolo, che oggi lo vede protagonista in Giappone, dove ricopre il ruolo di Chief Coach (vice allenatore) del Toray Arrows di Shizuoka, nella prestigiosa SV.League maschile.
Un'avventura che arriva dopo esperienze in Grecia, Turchia, Russia e Ucraina, collaborazioni con le nazionali di Italia e Brasile e la guida tecnica di Portogallo, Slovacchia ed Egitto. Senza dimenticare gli anni al centro dello sport astigiano con la Biemmedue Grande volley Asti, portata fino alla Serie A2. Un impegno che riflette una grande passione che cerca di anestetizzare in parte il dolore insuperabile per la morte di entrambi i suoi figli.
Un'occasione dall'altra parte del mondo
L'approdo in Giappone, come si legge sulle pagine di Tuttosport, non è frutto del caso ma di una rete di contatti costruita negli anni. L'occasione è arrivata attraverso un ex collaboratore brasiliano conosciuto ai tempi dell'Egitto, che aveva già lavorato nel Paese del Sol Levante e che ha permesso al tecnico astigiano di entrare in contatto con la formazione di Shizuoka.
La società giapponese cercava un tecnico straniero per un ruolo di advisor e per contribuire alla crescita della pallavolo locale. A Gulinelli è stato affidato il ruolo di Chief coach, con compiti che vanno ben oltre la panchina, anche se sul campo è il primo allenatore Yuta Abe a dirigere le operazioni. Un incarico di prestigio, considerando che si tratta del primo allenatore straniero nella storia della società.
Un campionato complesso e appassionante
La SV.League, come racconta Tuttosport, è un torneo particolare che mette a dura prova atleti e staff tecnici. Il formato prevede due partite consecutive nel weekend, una il sabato e l'altra la domenica, per un totale di 44 gare in regular season. Questo comporta continui spostamenti e poco tempo per allenarsi in palestra, con lo staff impegnato principalmente nella preparazione dei match e nei tempi di recupero.
Al momento il Toray Arrows occupa l'ottava posizione con 7 vittorie e 15 sconfitte, a tre successi dal sesto posto che garantirebbe l'accesso ai playoff. Le squadre più competitive sono le due formazioni di Osaka, Nagoya e JTEKT Stings. La società di Shizuoka, che in passato ha ottenuto risultati importanti, si è negli ultimi anni ridimensionata e non può contare su giocatori della nazionale. L'obiettivo è recuperare terreno per provare a entrare nei playoff, anche se l'impresa appare difficile.
La passione dei tifosi giapponesi
Ciò che più colpisce, come emerge dall'intervista rilasciata al quotidiano sportivo, è il rapporto tra pubblico e sport. In Giappone il tifo è sempre costruttivo, indipendentemente dai risultati, e non si insultano mai gli avversari: una cultura sportiva che testimonia un approccio rispettoso e appassionato. I numeri parlano chiaro: il doppio big match tra Nagoya e Suntori Osaka ha registrato ben 25mila spettatori.
Ma c'è un aspetto ancora più particolare: una volta alla settimana viene dedicata una giornata ai tifosi, in maggioranza giovani e di sesso femminile, che arrivano carichi di regali per i giocatori. Tantissimi pacchettini, alcuni con marchi anche griffati, un'abitudine che racconta molto del modo giapponese di vivere la pallavolo, fatto di rispetto, passione e dedizione.
Un'esperienza che arricchisce ulteriormente il bagaglio di un uomo che ha fatto del viaggio e della pallavola la sua ragione di vita, portando il nome di Asti in giro per il mondo.
Buona nuova avventura mister.














