L'Orange Futsal Asti si prepara ad aggiungere un nuovo prestigioso capitolo a una stagione che ha già i contorni della leggenda. Dopo aver dominato il proprio girone e conquistato l'accesso alla seconda serie nazionale con la decisiva vittoria sul Cornedo, i ragazzi di mister Hernan Patanè sono pronti per l'atto conclusivo in Coppa Italia. L'Under 19, autentico fiore all'occhiello del vivaio, ha infatti staccato per la decima volta il pass per le ambite finali nazionali, portando con sé l'entusiasmo di un campionato giovanile in cui guida attualmente la classifica.
Verso le finali con la forza del gruppo
La marcia di avvicinamento alle sfide decisive in programma nelle Marche si nutre della consapevolezza di un progetto che ha radici profonde. "Adesso si va alle finali con la leggerezza di chi ha già raggiunto qualcosa di grande e con la consapevolezza di avere ancora molto da dire" sottolinea l'ambiente nero-arancio, descrivendo un approccio mentale privo di pressioni ma ricco di autostima. Il segreto di questo gruppo interamente autoctono risiede in una precisa filosofia calcistica: una crescita costruita nel tempo attraverso il lavoro quotidiano, senza mai farsi travolgere dai facili entusiasmi.
Questa mentalità si è tradotta in un atteggiamento in campo maturo e spregiudicato. Lo si è visto chiaramente nell'ultima sfida al PalaBrumar, dove la spavalderia di gesti tecnici come il tunnel di Francalanci a un veterano come Amoroso, o l'anticipo secco di Angelino su Del Gaudio, hanno dimostrato la voglia dei giovani talenti di superare i propri limiti.
Un fortino inespugnabile e il richiamo del passato
Le finali di Coppa Italia rappresentano il banco di prova ideale per una squadra che, nel corso dell'anno, ha saputo superare anche i momenti più difficili, come lo svantaggio iniziale contro la compagine veneta. Un carattere forgiato soprattutto tra le mura amiche del palazzetto astigiano, vero e proprio fortino dove solo il Crema è riuscito a imporsi.
L'aria di trionfo che si respira oggi rievoca inevitabilmente dolci ricordi tra i tifosi: bisogna infatti tornare indietro di un decennio, a quel celebre rigore di Ramon che regalò lo scudetto agli astigiani, per ritrovare simili emozioni. E se dalle imminenti finali dovesse arrivare "qualcosa che assomigli a una coppa", come sperano i dirigenti, quella in corso non sarebbe soltanto un'ottima annata paragonabile a un film da Oscar o a un capolavoro dell'arte, ma si trasformerebbe in una stagione scolpita in modo indelebile nella memoria sportiva di Asti.














