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Ultim'ora | 27 gennaio 2026, 13:30

Minneapolis, malcontento tra gli italo-americani: "Da sempre repubblicani ma è inaccettabile ciò che succede"

Minneapolis, malcontento tra gli italo-americani: "Da sempre repubblicani ma è inaccettabile ciò che succede"

(Adnkronos) - "Dire quello che pensiamo è sempre più difficile in questa America. E nonostante io sia repubblicano, credo che quello che sta succedendo in città sia inaccettabile. Soprattutto dopo l’uccisione di Alex Pretti, che non stava facendo nulla di male e che come me aveva un regolare porto d’armi". Lo dice all'Adnkronos un membro della comunità italoamericana di Minneapolis che preferisce rimanere anonimo. Come lui, tutte le altre persone intervistate, compresa l’organizzazione locale che ha fornito i numeri sulla comunità, preferiscono restare anonime. "Temiamo ritorsioni", dice un altro testimone che ha un piccolo negozio nel quale dà lavoro a immigrati “tutti regolari”, specifica più volte nel corso del colloquio. L’uccisione dell’italoamericano Alex Pretti, l’infermiere di 37 anni ucciso da agenti dell'Ice, ha creato molte tensioni nella comunità della città.  

Gli italoamericani nelle Twin Cities, il nome con il quale si definisce l'area metropolitana che comprende Minneapolis e St. Paul, si concentrano in due zone: Beltrami, a nord di Minneapolis, e West 7th street a St. Paul, dove sono ancora presenti decine di negozi e ristoranti. Non ci sono dati su Minneapolis, ma in Minnesota ci sono oltre 100.000 persone (il 2,3% della popolazione) di discendenze italiane. 

“Storicamente abbiamo appoggiato il partito repubblicano, ma negli ultimi mesi le cose stanno cambiando”, racconta una donna di seconda generazione che inserisce qualche parola in italiano mentre parla: “Ora però molti membri della comunità non approvano quello che sta succedendo, questa costante violenza, i dazi, le tensioni globali. E poi ci sono i giovani che sono contro e hanno votato a sinistra e guardano al sindaco di New York Mamdani e al nostro sindaco, Jacob Frey”.  

A Minneapolis non esiste come a New York una sezione italoamericana dei democratici, ma la città è fortemente progressista, così come lo Stato, guidato da Tim Walz, ex candidato alla vicepresidenza con Kamala Harris. Frey e Walz sin dall’inizio dell’operazione dell’Immigration and Customs Enforcement (Ice), la polizia federale che sta conducendo decine di arresti di presunti immigrati senza visto, hanno attaccato la decisione di Donald Trump di far fare a un’agenzia federale il lavoro della polizia locale. “Quante altre persone dovranno essere uccise per fermare tutto questo, presidente?”, ha detto sabato scorso Frey in una conferenza stampa. 

Ma la comunità italoamericana si sente parte di questo scontro per un altro motivo: il capo della Border Patrol, la polizia federale che difende le frontiere degli Stati Uniti, è l’italoamericano

Gregory Bovino

: agente dell’agenzia da decenni, Bovino è stato coinvolto in modo sempre più consistente nella gestione del dispiegamento delle forze federali nelle città americane, a partire da Los Angeles. “Non so chi sia, ma se mi dite che ha sostenuto che il colpevole è Pretti, credo che stia sbagliando”, commenta una terza persona che si fa identificare come John e dice di avere 35 anni e di essere attiva nella comunità, soprattutto organizzando eventi culturali collegati alle sue radici italiane.  

"Abbiamo paura? Crediamo di essere presi di mira? Questo no. Dopo decenni di persecuzioni siamo una minoranza privilegiata. In questo momento sono gli ispanici quelli che devono temere di più. Il fatto che Pretti fosse italoamericano è solo un terribile caso. Prego per lui e per la sua famiglia", aggiunge un altro membro della comunità che lavora in un negozio a Beltrami.  

Ma l’altra grande questione sulla quale si discute è il secondo emendamento che garantisce il diritto ad avere armi. In Minnesota, in particolare, è possibile portare con sé un’arma legalmente registrata e mostrarla in pubblico. E dopo aver inizialmente difeso la polizia federale, ieri la National Rifle Association (Nra), la lobby americana delle armi, ha detto che “serve un'indagine approfondita” e che è legale portare con sé un’arma anche a una manifestazione. "Ogni cittadino pacifico del Minnesota ha il diritto di detenere e portare armi, anche mentre partecipa a proteste, agisce come osservatore o esercita i propri diritti garantiti dal Primo Emendamento", ha dichiarato in un comunicato il Minnesota Gun Owners Caucus. (di Angelo Paura) 

 

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

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