/ Attualità

Attualità | 28 gennaio 2026, 07:20

Metal detector a scuola, il Governo accelera: "Tuteliamo la libertà di studenti e docenti"

I ministri Piantedosi e Valditara pronti alla direttiva per controlli "su richiesta dei presidi". Ad Asti il caso di uno studente sorpreso in classe con un serramanico

Metal detector a scuola, il Governo accelera: "Tuteliamo la libertà di studenti e docenti"

L'onda d'urto emotiva provocata dall'omicidio di uno studente a La Spezia, ucciso da un compagno d'istituto, sta portando a un rapido cambio di passo nelle politiche di sicurezza scolastica. Il Governo ha deciso di intervenire con decisione: nelle prossime ore è attesa una nuova direttiva che autorizzerà l'uso di metal detector mobili negli istituti, una misura pensata per prevenire l'introduzione di armi in classe.

A tracciare la linea sono il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, e il titolare del dicastero dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara. L'obiettivo è fornire risposte concrete a un fenomeno che sta destando crescente preoccupazione tra famiglie e operatori scolastici. "Ne sto discutendo personalmente col ministro Valditara", ha spiegato ieri pomeriggio Piantedosi durante la presentazione del libro Dalla parte delle divise. "Stiamo elaborando insieme una direttiva da condividere, quindi a doppia firma, da rivolgere ai prefetti e ai dirigenti scolastici per venire incontro alle richieste che ci sono venute dal mondo della scuola".

Il titolare del Viminale, intervenendo anche alla trasmissione 5 Minuti su Rai1, ha precisato i contorni operativi del provvedimento: "Su richiesta dei dirigenti scolastici, quindi nel pieno rispetto dell'autonomia scolastica, insieme ai prefetti si potrà decidere di fare dei controlli nelle scuole, davanti alle scuole, all'ingresso delle scuole". Una novità significativa risiede nel cambiamento di percezione da parte degli stessi presidi: "Prima erano molto severi nel ritenere che l'ambito scolastico fosse preservato dai controlli di polizia, adesso li invocano perché hanno visto che la situazione in alcuni casi è diventata difficile", ha aggiunto il Ministro.

I controlli potranno essere effettuati "a sorpresa" quando richiesto dai dirigenti, ferma restando l'attività ordinaria di indagine giudiziaria in presenza di reati. Sulla stessa lunghezza d'onda il ministro Giuseppe Valditara, che da un evento della Lega a Rivisondoli (AQ) ha difeso la scelta parlando di una "autentica rivoluzione culturale" necessaria dopo decenni di lassismo. "Viene ucciso un ragazzo con un coltello in una scuola, oggi hanno trovato addirittura un ragazzo con un machete. Sta diventando quasi una moda e la prima cosa che mi è venuta spontanea proporre sono stati i metal detector mobili", ha dichiarato, respingendo le accuse di autoritarismo: "Hanno parlato di repressione, ma questa è un'esigenza di sicurezza, è un'esigenza di libertà, è una garanzia nei confronti dei nostri giovani, dei nostri docenti, del personale della scuola".

Il caso ad Asti: studente con coltello a serramanico

Che l'allarme non sia ingiustificato e che la prevenzione sia ormai un'urgenza quotidiana lo dimostra un episodio, avvenuto in un istituto superiore di Asti, che vi abbiamo documentato in questo articolo. Sintetizzando, mentre a livello nazionale si discuteva delle nuove misure, la cronaca locale ha registrato l'intervento dei Carabinieri del Comando Provinciale all'interno di una classe, dove un minorenne è stato trovato in possesso di un coltello a serramanico con una lama di 8 centimetri.

A far scattare l'intervento è stata la segnalazione di una docente che, durante la lezione, ha notato lo studente mentre "giochicchiava" con l'arma. La pronta reazione dell'insegnante ha permesso l'arrivo immediato dei militari del NORM, che hanno sequestrato l'oggetto. Sebbene non siano emersi intenti aggressivi immediati, la gravità del fatto ha portato a conseguenze dirette: oltre al deferimento del minore, il Questore di Asti, Marina Di Donato, ha emesso nei confronti del giovane un "avviso orale". Si tratta di un provvedimento di natura preventiva, una novità in questo ambito specifico, finalizzato a "richiamare il destinatario al rispetto delle regole di convivenza civile e a prevenire il possibile reiterarsi di comportamenti analoghi".

L'episodio si inserisce in un quadro di controlli già intensificati dai Carabinieri di Asti dopo i fatti di La Spezia, con pattuglie presenti agli orari di ingresso e uscita e un dialogo costante con i docenti. Un plauso per la gestione della vicenda è arrivato dalla vicepresidente della Regione Piemonte e assessore regionale all'Istruzione, Elena Chiorino: "Ringrazio l'Arma per il pronto intervento. Un ringraziamento sentito va anche all'insegnante che, con attenzione e alto senso di responsabilità, ha saputo cogliere immediatamente una situazione delicata", ha affermato.

Sul tema è intervenuta anche la consigliera regionale astigiana Debora Biglia, invitando a non sottovalutare l'accaduto pur in assenza di violenza fisica: "Il semplice fatto che un'arma sia entrata in un'aula scolastica rappresenta un campanello d'allarme". L'esponente di Forza Italia, allineandosi alle direttive ministeriali sulla fermezza, sottolinea però la necessità di affiancare ai controlli percorsi educativi più profondi, citando modelli internazionali: "In diverse città europee e nordamericane sono stati introdotti programmi strutturati di mediazione dei conflitti, sportelli psicologici permanenti e tutoraggio tra pari". Per l'esponente azzurra, "difendere la scuola significa difendere il futuro dei nostri ragazzi con equilibrio, fermezza e una visione moderna che unisca regole chiare, prevenzione e responsabilità condivisa".

Gabriele Massaro

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A GENNAIO?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium