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Attualità | 02 febbraio 2026, 15:09

Conguaglio indennità esproprio PEEP Cascina Volta, i cittadini dovranno pagare entro il 15 marzo [VIDEO]

La sentenza della Corte di Appello di Torino del 2024 ha stabilito un aumento del valore delle aree, ora l'Amministrazione è obbligata al recupero. I cittadini dovranno pagare senza le riduzioni ipotizzate

L' incontro di maggio tra Amministrazione e residenti della Collina Volta (Merphefoto)

L' incontro di maggio tra Amministrazione e residenti della Collina Volta (Merphefoto)

Gli edifici facenti parte del Piano per l'Edilizia Economica Popolare (PEEP) Cascina Gala, Cascina Gambina e Cascina Volta, costruiti su aree espropriate dal Comune, sono al centro di una complessa vicenda di conguaglio delle indennità. Le Cooperative che realizzarono gli immobili, in sede di stipula della convenzione, versarono al Comune una somma provvisoria per l'esproprio, impegnandosi a saldare eventuali differenze una volta stabilito l'importo definitivo.

Un iter giudiziario durato trent'anni

Con ricorso del 31 ottobre 1994, i proprietari originari dei terreni si opposero alla valutazione proposta dal Comune, chiedendo un'indennità superiore. La vicenda si è conclusa solo con la Sentenza della Corte di Appello di Torino del 23 gennaio 2024, che ha stabilito un cospicuo aumento del valore delle aree.

Solo ora il Comune è in grado di conoscere l'ammontare definitivo del conguaglio ed è tenuto per legge a richiederne il versamento agli attuali proprietari degli immobili. L’Amministrazione precisa che "tale adempimento non è una scelta discrezionale, ma un preciso obbligo di legge", pena l'avvio di un giudizio di responsabilità per danno erariale.

Rasero "Ci metto la faccia, ma la Corte dei Conti non ci dà scampo"

Il sindaco Maurizio Rasero ha confermato in una diretta dai quartieri interessati che i cittadini coinvolti  dovranno pagare gli importi integrali richiesti dal Comune, senza le riduzioni inizialmente ipotizzate. "In queste ore stiamo inviando agli stessi cittadini una lettera dove comunichiamo l'esito del parere della Corte dei Conti che, nonostante le nostre richieste motivate in tutti i modi possibili, ha ritenuto che deve essere sancito il principio del perfetto pareggio economico", ha spiegato il primo cittadino dalla zona di via Spandre.

La vicenda,  affonda le radici nei primi anni Novanta quando il Comune espropriò i terreni per realizzare i piani PEP, riservandosi fin dall'inizio di recuperare eventuali differenze tramite conguaglio successivo qualora i tribunali avessero riconosciuto valori superiori ai proprietari espropriati. 

"Il ricorso è stato depositato il 31 ottobre 1994 e la sentenza della Corte di Appello di Torino del 23 gennaio 2004 ha stabilito che il Comune avrebbe dovuto rivalersi su cooperative e cittadini", ha ricordato Rasero, sottolineando come l'amministrazione abbia ereditato la questione quasi nove anni fa.

Dopo l'incontro del 27 maggio 2025 in sala consiliare, durante il quale il Comune aveva cercato di "rendere meno amara questa pastiglia" rimodulando alcuni importi e offrendo la possibilità di rinunciare a interessi e spese legali, la speranza di alleggerire il carico sui cittadini è stata definitivamente bocciata dalla Corte dei Conti . "Quegli importi che avevamo chiesto e che provavamo a diminuire togliendo alcune voci rimarranno quelli - ha ammesso il sindaco - e come data per l'eventuale incasso chiederemo ai cittadini di provvedere entro il 15 marzo".

Rasero ha rivendicato la scelta di metterci la faccia personalmente: "Sono il sindaco oggi, per un principio di continuità amministrativa sono io che mi trovo a gestire questa cosa. Potrei non firmare le lettere e farvele mandare dai dirigenti, potrei dire che era colpa di altri, ma ripeto: il ricorso è del 1994, arrivo oggi per una cosa che non ho voluto né gestito io".

 Il primo cittadino ha concluso annunciando la disponibilità a un nuovo incontro collettivo con i cittadini interessati per verificare eventuali margini di elasticità rispetto alla scadenza del 15 marzo, invitando chi lo desideri a contattare la sua segreteria.

Redazione

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